Tre milioni di euro per la VAR? Ci rivediamo in tribunale…

Tre milioni di euro per la VAR? Ci rivediamo in tribunale…

Clamoroso in Spagna: intentata una causa contro FIFA e UEFA. Si rivendica il brevetto della VAR. E la richiesta di risarcimento è di tre milioni di euro….

di Redazione Il Posticipo

Francisco Antonio Romera. Chi è costui? Uno spagnolo che può passare alla storia. Marca riporta che il soggetto in questione avrebbe intentato una causa contro la FIFA e l’UEFA, chiedendo qualcosa come tre milioni di euro di risarcimento per plagio. E no, non è per niente uno scherzo: sostiene che la VAR sia una copia della sua idea.

1999 – Nel 1999 Francisco inventa “El Futbol Del Siglo XXI” e registra il diritto di sfruttamento economico e la proprietà intellettuale di uno strumento brevettato per agevolare le decisioni dell’arbitro attraverso l’utilizzo della tecnologia. Qualcosa di molto, ma molto, simile alla VAR, introdotta quasi vent’anni dopo. E possono apparire pochi attimi a chi si è sentito defraudato di un’idea che, in effetti, è così costosa da non poter essere applicata in tutti i paesi. Chi, per scelta, come la Spagna, chi perché privo di fondi, come molti paesi dell’Est Europa. L’unica certezza è che chi costruisce e vende la VAR si porta a casa una bella sommetta. Ecco perché la richiesta congrua, secondo Romera, è di tre milioni di euro.

RAGIONE? – Chi deve pagare? Romera ha chiamato in causa FIFA e UEFA, denunciando penalmente Angelo Maria Villar (già vicepresidente FIFA) e Jose Garcia-Aranda, membro della commissione degli arbitri dell’UEFA e del comitato FIFA. Prima di riderci su, è il caso di capire come funzionasse questo “calcio del ventunesimo secolo”: una cuffia collegata ad apparecchi ausiliari che permettevano al direttore di gara di consultarsi con assistenti che avrebbero visionato l’azione in modo da prendere una decisione collegiale. In pratica…la VAR. Testata all’epoca proprio da Garcia-Aranda. Fra l’altro, nel momento della registrazione, Romera sembra abbia indicato l’esistenza del “prototipo” proprio alla FIFA, indicandolo come strumento di comunicazione arbitrale atto a migliorare il gioco del calcio senza scopo di lucro. E adesso? Come si dice: Romera può anche aver ragione, ma serve una sentenza che lo certifichi.

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