Van Persie e il paragone…culinario: “Messi è come il sushi…”

Van Persie e il paragone…culinario: “Messi è come il sushi…”

Van Persie in una lunga intervista concessa a sportbible, si inventa un paragone degno del suo estro….

di Redazione Il Posticipo

“Messi è come il sushi”. Pensieri e parole di Robin Van Persie. La pulce potrebbe ritrovare il campo contro l’Inter e trova un nuovo ammiratore che lo stima in modo piuttosto originale.  Il calciatore olandese si inventa un paragone degno del proprio estro in una lunga e “scomoda” intervista concessa a sportbible in cui ad ogni domanda è stato costretto a “scegliere”. Ed emergono diversi spunti interessanti…

MESSI – Nel momento in cui deve dichiarare la propria preferenza fra Messi e Ronaldo, l’ex di United e Arsenal ha pochi dubbi. Anche nella spiegazione della risposta. “Messi e Ronaldo mi  piacciono molto: rispetto entrambi perché sono al top da oltre un decennio. Incredibile. Ma si tratta di gusti: ad alcune persone piace il sushi, altri preferiscono altri cibi. Quindi mi piace … Messi. Messi è unico, molto speciale. Anche Ronaldo è unico, ma personalmente, mi piace molto guardare Messi, solo per le scelte che fa. È arte“.

VAR – Si discute molto anche dell’utilizzo dell’occhio elettronico in campo: Van Persie è favorevole. “Mi posso definire un fan della var. Certo a volte mi dà fastidio il lato pratico.  L’ultimo periodo della mia carriera, ci ho anche giocato, ed è una sensazione difficile da spiegare. Magari hai appena segnato un gran gol, festeggi e poi devi aspettare. Prima bastava controllare il guardalinee con un occhio. Ora, devi aspettare troppo tempo. Ma mi piace l’idea che renda le decisioni più giuste

ARSENAL –  Dal presente al passato: l’Arsenal ha significato molto, per Van Persie che però ha vinto anche con lo United, quando le sfide fra le due squadre valevano qualcosa di più di un quarto posto. “Wenger ha influito su di me più di Ferguson. Sono arrivato all’Arsenal da bambino e mi ha aiutato a crescere. Ho lavorato con Sir Alex  in un momento diverso perché sono arrivato allo United da giocatore maturo. Ma sono molto felice di aver lavorato con quei due grandi manager. In pochi possono vantarsi di aver giocato con entrambi. Ciò che mi è rimasto nel cuore però e Highbury. Un vero stadio dove si respira la cultura del calcio inglese”.

 

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