Van Gaal promuove Mancini e ha dubbi su Koeman: “Per la prima volta ho apprezzato il calcio italiano. Per Ronald non sarà facile a Barcellona””

Van Gaal promuove Mancini e ha dubbi su Koeman: “Per la prima volta ho apprezzato il calcio italiano. Per Ronald non sarà facile a Barcellona””

La nazionale che si è imposta in Olanda è piaciuta anche all’ex (e forse futuro) commissario tecnico…

di Redazione Il Posticipo

Van Gaal promuove la nazionale di Mancini. La nazionale che si è imposta in Olanda è piaciuta anche all’ex (e forse futuro) commissario tecnico olandese che ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti presenti ai margini dell’evento  a margine del premio Fair Play a Firenze. Le sue parole sono riprese da TMW. 

ITALIA – L’allenatore ha apprezzato molto il gioco proposto dagli azzurri. “L’Italia è venuta a battere l’Olanda in casa. Per la prima volta che ho amato il calcio italiano. perché in passato il calcio italiano era conosciuto come calcio difensivo”. E poi ha parlato di alcuni protagonisti del nostro campionato. “All’inizio della mia carriera ho avuto la possibilità di allenare in Italia. Mi ha cercato il Milan. Tornando al presente De Ligt ha un grande talento, ma è anche molto giovane. Potrà diventare meglio di Chiellini e Bonucci, ma  ha bisogno di tempo. Ribery è davvero un grande giocatore ma ha anche una certa età e non si può sapere quando finirà. Non l’ho seguito recentemente, non posso giudicarlo. Posso parlare invece di Smalling. Ho lavorato con lui, posso giudicarlo ed è un grande uomo oltre che un ottimo professionista. Quando non era infortunato giocava sempre”.

OLANDA – Si parla anche di Barcellona. “Penso che Koeman sia un buon tecnico è anche un ex giocatore del Barça e questo gli dà maggio credito all’interno del club. Non sarà facile allenare la squadra perché dopo il caso Messi non si può conoscere il futuro”. Potrebbe arrivare Depay ad aiutarlo. “È sempre un punto di domanda. Depay è un giocatore interessante, specie quando è libero di giocare. Ma dobbiamo considerare l’adattamento a una nuova cultura e una nuova squadra. E il primo anno è sempre il più difficile. Guardate De Ligt, o Frenkie de Jong. Depay ha talento, ma non è Messi o Cristiano Ronaldo”.

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