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Van Dijk, un gol per dimenticare… l’Argentina: “Mi serviva. Dopo quel rigore sbagliato, due notti insonni”

Van Dijk, un gol per dimenticare… l’Argentina: “Mi serviva. Dopo quel rigore sbagliato, due notti insonni” - immagine 1
Tre punti e un modo per dimenticare un Mondiale ancora ben impresso nella sua memoria.

Redazione Il Posticipo

Van Dijk è tornato in campo in Premier League con il Liverpool nel miglior modo possibile: prestazione maiuscola, vittoria e un gol nella sfida vinta con l’Aston Villa per 3-1. Tre punti e un modo per dimenticare un Mondiale ancora ben impresso nella sua memoria.

ERA ORA

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Un gol, quello messo a segno dal centrale olandese, atteso da tempo. Il difensore ha apposto la propria firma sul tabellino del match al 37' su calcio d'angolo battuto da Trent Alexander Arnold risolvendo una mischia generata dal più classico dei batti e ribatti in area di rigore. All’ennesimo rimpallo, il pallone è arrivato sui piedi di Salah che lo ha servito al centrale olandese. Conclusione e gol prezioso per una vittoria che fa classifica e… autostima. Nelle dichiarazioni riprese da viaplay il calciatore ha espresso la propria soddisfazione. “Era ora di tornare a segnare. A livello personale era molto importante rientrare in questo modo".

Van Dijk, un gol per dimenticare… l’Argentina: “Mi serviva. Dopo quel rigore sbagliato, due notti insonni”- immagine 2

MONDIALE

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Parole che nascondono un periodo complicato. E non è troppo difficile immaginare il perché. Virgil van Dijk ha confessato quanto sia stato difficile, per lui, dimenticare il quarto di finale contro l’Argentina. Ancora una volta, l’albiceleste ha avuto la meglio ai rigori. Nella serie, Van Dijk, che è stato il primo a presentarsi dal dischetto, ha sbagliato il suo. Un errore che ha faticato parecchio ad assorbire. “Non sono riuscito a dormire per due giorni dopo quella partita. Siamo stati vicinissimi a giocare le semifinali, dopo essere riusciti a rimontare una partita che si era messa malissimo. Sbagliare un rigore del genere fa molto male. Dopo la partita ho trascorso due notti molto difficili. Non riuscivo a dormire. Dopo ho deciso da disconnettermi dal calcio e ho colto l’occasione per passare del tempo con la mia famiglia. Poi per fortuna è ricominciata la Premier. Questo gol mi è servito molto”. Mai come questa volta, dunque, tornare in campo è stata la miglior antidoto possibile alla tristezza