Van Basten torna sul suo addio: “Non potevo approfittare ancora della generosità di Berlusconi. E ho fatto prendere un infarto al mio chirurgo”

Van Basten torna sul suo addio: “Non potevo approfittare ancora della generosità di Berlusconi. E ho fatto prendere un infarto al mio chirurgo”

Il suo ritiro ufficiale arriva dopo i trent’anni, ma Van Basten aveva praticamente smesso alla fine della stagione 1992/93, anche se per parecchio tempo la speranza è quella di riuscire a scendere in campo. E nella sua autobiografia il tre volte Pallone d’Oro racconta di quando ha capito che era il momento di dire addio.

di Redazione Il Posticipo

Marco Van Basten ha lasciato il calcio troppo presto, su questo non possono esserci dubbi. Il suo ritiro ufficiale arriva dopo i trent’anni, ma la realtà delle cose dice che l’olandese aveva praticamente smesso alla fine della stagione 1992/93. Troppi i problemi fisici, anche se per parecchio tempo la speranza è quella di riuscire a scendere in campo. Ma nella sua autobiografia, dall’adattissimo titolo “Fragile”, il tre volte Pallone d’Oro torna a quegli anni complicati e racconta di quando ha capito che era il momento di dire addio.

ADDIO – “Penso spesso al mio contratto con il Milan, che continua a pagarmi anche se non gioco da due mesi. È nobile da parte del club, ma col passare delle settimane penso sempre più spesso che non voglio approfittare per un’altra stagione della generosità di Berlusconi. Nella finale di Champions contro l’Ajax sono sceso brevemente sule terreno di gioco ed è stato doloroso, anche se non l’ho dato a vedere. In questo vortice di pensieri emerge qualcosa di nuovo. Un lampo, ma so già di cosa si tratta e diventa sempre più solido. Non ho il coraggio di dirlo ad alta voce, fa male. Basta, mi arrendo. Domani telefono a Berlusconi e glielo dico. Non c’è speranza. Non tornerò. Fine”. Il cuore di molti, Capello compreso, va in frantumi e il suo addio a San Siro è inondato di lacrime.

INFARTO – Ma per Van Basten, dopo la tristezza, c’è anche modo di sorridere. Il ritiro è tremendo, ma riesce a togliergli un peso. E quindi a vivere meglio, togliendosi anche qualche sfizio, per la poca gioia del chirurgo che lo ha operato nel 1995. “Dopo l’operazione devo stare dieci settimane assolutamente a riposo, è necessario per far calcificare bene le ossa, altrimenti potevano essere troppo fragili in caso di eccessivo stress. E dopo dodici settimane la suocera di Van Dijk’s  gli telefona e gli dice di accendere subito il televisore. Lui corre davanti allo schermo e non può credere a quello che vede. C’è un torneo di footvolley ad Aalsmeer, e chi c’è assieme a un altro ragazzo che gioca una partita contro i gemelli De Boer? Proprio io! Van Dijk mi ha detto che è sbiancato dalla paura, fare sport così intensivamente e così a poca distanza dall’operazione era pericolosissimo. Mi ha detto che all’epoca gli è venuto un mezzo infarto!”.

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