Valverde: i capi d’accusa che hanno portato alla sentenza…

Valverde: i capi d’accusa che hanno portato alla sentenza…

Valverde lascia la panchina del Barcellona. Una notizia che non lascia sorpresi, nonostante la squadra sia ancora in piena corsa su tre fronti. Ecco le accuse che hanno portato alla… sentenza.

di Redazione Il Posticipo

Valverde non è più l’allenatore del Barcellona. Il tecnico spagnolo, sulla panchina blaugrana dal 2017, ha terminato i crediti a disposizione. E dopo la sconfitta contro l’Atletico Madrid nella supercoppa spagnola, ha costretto i piani alti del club catalano a prendere dei provvedimenti. Al suo posto, Quique Setien.

GIOCO – Finale di una storia che, in realtà, non ha sorpreso eccessivamente. Secondo quanto riportato da Sport, Valverde non ha mai avuto l’intera famiglia blaugrana a  favore. Nonostante la vittoria di due campionati su due, i suoi detrattori si sono sempre concentrati su un gioco lontano parente dei tempi d’oro di Guardiola (o Luis Enrique). Ad aggravare la situazione, i  suoi ripetuti disastri durante i cammini europei.

CHAMPIONS – Uscire per due volte consecutive, prima ai quarti e poi nelle semifinali di Champions League, dopo aver vinto entrambe le volte la gara d’andata con tre gol di scarto, è difficile da giustificare. Diviene inaccettabile, quando ci si siede sulla panchina del Barcellona. Il tutto, aggiunto ad una mancanza di leadership che gli è sempre stata accusata, sin dai primi tempi. Fra i vari capi d’accusa, secondo Sport, c’è anche l’incapacità di far rendere al meglio acquisti faraonici come Coutinho, Dembele e, seppur meno degli altri due, Griezmann.

SETIEN – Accetta la sfida Setién, che non può certo pensare di vivere un finale di stagione privo di pressione, come spesso accade quando si prende una panchina in corsa. Nonostante l’esonero di Valverde, il Barcellona si trova ancora ben posizionato su tutte e tre le competizioni: prima in campionato, a pari punti con il Real, agli ottavi di Champions League (come prima del girone), e con la coppa del Re ancora da giocare.

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