Valencia: un tifoso è per sempre! Al Mestalla spunta una statua sugli spalti per ricordare un fan cieco recentemente scomparso

Valencia: un tifoso è per sempre! Al Mestalla spunta una statua sugli spalti per ricordare un fan cieco recentemente scomparso

Che cosa sarebbe il calcio senza i tifosi? Niente probabilmente. Al Mestalla spunta un omaggio speciale per un tifoso che ha dedicato la sua vita sportiva al Valencia… nonostante andasse sempre allo stadio senza nemmeno poter vedere la partita

di Redazione Il Posticipo

I giocatori vanno e vengono, le società invece restano… e i tifosi anche! Quanto accaduto al Mestalla di Valencia fa riflettere sul potere del calcio e il legame speciale che lega una società ai suoi tifosi. Il club spagnolo infatti ha deciso di ricordare con una mossa fuori dal comune un tifoso scomparso, ma sempre presente finché la vita glielo ha permesso… nonostante “andare alla partita” per lui non significasse davvero poterla vedere allo stadio!

STATUA – Il Valencia ha posizionato una statua al Mestalla per ricordare un personaggio rimasto nella memoria del club: un tifoso cieco dagli Anni ’50, ma che nonostante questo ha deciso di mantenere il suo abbonamento allo stadio finché due anni fa non è morto. Quando la sua vista era ormai scomparsa da tempo, ma il suo amore per il club invece non era mai tramontato! Un gesto prezios,o con cui il club ha fatto parlare di sé più di quanto non sia già riuscito a fare di recente grazie alla vittoria in finale di Coppa del Re, dove la squadra di Marcelino ha steso il Barça.

ANCHE IN PREMIER – E il calcio fa regala storie simili anche Oltremanica. Ian Wood, tifoso 41enne ipovedente del Liverpool, è riuscito a risolvere il suo problema grazie all’utilizzo della tecnologia: il supporter infatti ha sofferto di disturbi alla vista dall’età di cinque anni e riesce a sfruttarla soltanto al 5%. La sua esperienza di visione è cambiata da quando ha ricevuto una tecnologia da quasi 700 euro da Remap, un’organizzazione benefica che supporta la disabilità. Wood ne ha parlato ai microfoni del Daily Mirror: “Ha cambiato la mia vita. Adesso posso finalmente gridare all’arbitro che non è mai stato un rigore se non mi piace quello che vedo.  Non riesco a leggere i nomi sulle magliett, ma posso dire chi ha il pallone tra i piedi”. Il calcio è anche questo… come insegnano Valencia e Liverpool!

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