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Uruguay, Forlan non rinuncerà al suo stipendio: “Non ho mai detto di non voler essere pagato, questa è cattiva fede”

Per colpa del coronavirus, è caos stipendi anche in Sudamerica. In Uruguay tiene banco la questione Peñarol, con protagonista Diego Forlan. L'ex interista, ora allenatore, è pronto a mettersi d'accordo con la società per capire quanto tagliare...

Redazione Il Posticipo

Per colpa del coronavirus, è caos stipendi anche in Sudamerica. In Uruguay tiene banco la questione Peñarol, che ha come protagonista una vecchia conoscenza del calcio europeo e italiano. Il tecnico della squadra più titolata del paese è Diego Forlan, che tra Manchester United, Villarreal, Atletico Madrid e Inter ha lasciato un segno importante da questo lato dell'Atlantico. Il due volte vincitore della Scarpa d'Oro (2005 e 2009) ora guida il club giallonero, colpito dalla crisi a causa della pandemia. Ed è pronto a mettersi d'accordo con la società per capire quanto tagliare il proprio ingaggio. Ma non ha intenzione di non guadagnare nulla.

TRATTATIVA - Forlan lo spiega in un'intervista ad Efe, dopo che la stampa uruguaiana ha diffuso una notizia secondo cui l'ex interista avrebbe rinunciato del tutto al suo stipendio. Ma non c'è niente di vero."Ho parlato con il vicepresidente Catino, mi ha detto come stava la situazione e ovviamente quello che avremmo guadagnato noi. Io gli ho risposto che l'importante è che il mio staff venga pagato, ma ovviamente devo essere pagato anche io. Non ho mai voluto non essere pagato, riceverò quello che devo ricevere e quello che il club potrà darmi. Ma smettere di ricevere lo stipendio, no. Catino mi ha chiamato per informarmi di quanto ci avrebbero pagato e io gli detto 'perfetto'. Ci ho parlato di nuovo per capire quanto avrebbero pagato ogni membro del mio staff, li ho informati della riposta e basta così".

CATTIVA FEDE - Una polemica che a Forlan non piace, anche per il tempismo della questione... "I giocatori stanno lottato per quello che gli spetta. La cosa brutta di questa storia è che è uscita ora, se fosse uscita un mese fa, quando io ho fatto una donazione e altre cose, avrei capito. Ma invece viene fuori ora. E questa è cattiva fede." E l'attacco è alla stampa, che diffonde notizie non vere. "Se questa storia avesse avuto a che vedere con Catino, mi sarei preoccupato. Ma visto che in realtà lui non c'entra niente e l'ha detto qualcun altro, io dico che con questa persona non ci ho mai parlato e che non so da dove abbia tirato fuori tutto questo". Insomma, anche in Sudamerica la questione stipendi è lontana da una soluzione...