Un tifoso dell’Arsenal cerca un ipnotizzatore che curi suo figlio… dal tifo per il Tottenham

Un tifoso dell’Arsenal cerca un ipnotizzatore che curi suo figlio… dal tifo per il Tottenham

Un tifoso dell’Arsenal, la cui identità rimane ignota, ha messo un annuncio sul sito Bark.com: cerca un ipnotizzatore che ‘curi’ suo figlio di sei anni dal… tifo per il Tottenham. E sua moglie è all’oscuro di tutto.

di Riccardo Stefani

I derby sono partite difficili. E la tensione che si respira in campo in queste occasioni è solo una parte del marasma che si diffonde in città per settimane, prima e dopo la partita. Due (o più) squadre nello stesso luogo significano persone ‘devote’ a squadre rivali che studiano sugli stessi banchi, lavorano nella stessa azienda, bevono negli stessi pub. Dopo una sconfitta, reggere la pressione degli sfottò non è facile. Figuriamoci quando il derby si protrae anche dentro casa. Ecco perché un tifoso dell’Arsenal vuole risolvere il problema finché è in tempo. O almeno così crede. Un derby tra padre e figlio è tanto difficile quanto impari ed è proprio per questo che per affrontare la questione ha deciso di rivolgersi a un… ipnotizzatore.

UN IPNOTIZZATORE – Il figlio, sei anni, pare essersi ammalato di Spurs-ite acuta, una ‘malattia’ che nelle case biancorosse di Londra viene considerata come inaccettabile. L’uomo, stando a quanto riporta il quotidiano britannico Mirror, ha dapprima cercato di raggiungere un professionista di persona, ma vedendo insoddisfatta la propria richiesta, ha deciso di cercare un ipnotizzatore su internet. Che gli ipnotizzatori di Londra siano tutti dell’Arsenal? I soldi non sono comunque un problema, visto che il Gunner-papà è disposto a spendere fino a 3000 £ per far ‘curare’ il figlio e lo specifica sul sito Bark.com.

MA COME? – Aggiungendo che sua moglie non sa nulla di tutto ciò. Chissà come mai… Ah no, nell’annuncio viene anche spiegato perchè: “è più facile chiedere scusa che chiedere il permesso“. L’uomo aggiunge che ha avuto dei guadagni extra al lavoro ed è disposto a investirli sulla cura per il tifo di suo figlio, a patto che il grave disagio sia guarito prima dell’inizio della prossima stagione. Sia chiaro, verso la fine dell’annuncio l’uomo spiega che amerà suo figlio a prescindere da tutto (come da dire “sennò che figura ci faccio?!“) ma, a quanto pare, gli rimarrà più semplice nutrire, vestire, curare e educare un figlio dell’Arsenal che non uno del Tottenham.

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