Un miracolo… Italiano: “Mi ispiro a Zeman. Non ho idea del futuro, prima salvo lo Spezia. Juventus ancora favorita”

La vittoria sul Milan ha portato la squadra sulla bocca di tutti, ma è da tempo che i bianconeri propongono un ottimo calcio.

di Redazione Il Posticipo

Calcio, intensità, pressing e divertimento. Un miracolo… Italiano. Lo Spezia è la squadra rivelazione della serie A. La vittoria sul Milan ha portato la squadra sulla bocca di tutti, ma è da tempo che i bianconeri propongono un ottimo calcio. L’allenatore ha parlato ai microfono di TMW Radio.

CRESCITA – Lo Spezia sembrava destinata alla retrocessione. Invece ha stupito tutti. “Il lavoro paga. Stiamo costruendo qualcosa di straordinario, preservando ciò che siamo riusciti a guadagnarci lo scorso anno. Siamo contenti del periodo che stiamo attraversando ma non possiamo abbassare la guardia. La Serie A non te lo permette. Contro il Milan abbiamo giocato una partita straordinaria. La squadra è insieme da sei mesi, sta migliorando anche dal punto di vista dell’esperienza. La rosa era composta da tanti debuttanti e costruita in grandissimo ritardo. Però stiamo dimostrando di meritarci la categoria. Se la crescita è questa, ci lascia ben sperare”.

PROPOSTA – Lo Spezia gioca il miglior calcio del campionato. “I complimenti mi riempiono di orgoglio. Sono cresciuto nel mito di Zeman. Alcuni elementi tattici sono state fonte di ispirazione. Se si ragiona sul non concedere spazio e opportunità agli avversari, utilizzare il fuorigioco è una buona strategia. Serve chiaramente affiatamento. In A sono rimasto colpito dalla grande qualità e dalla preparazione in ogni minimo dettaglio. Sassuolo, Milan, Roma, Inter, Atalanta e Verona sono super organizzate. La favorita per lo scudetto, però, a mio avviso, resta la Juventus anche se ci sarà molta più battaglia”.

PROSPETTIVE – Dopo un campionato del genere, i calciatori e Italiano stesso possono ambire al salto in una big. ” Il futuro in questo momento è legato alla salvezza dello Spezia da raggiungere il prima possibile. Poi è cambiata la società, ci sono dei nuovi proprietari. Vedremo quali saranno i loro programmi e cosa propongono. Non riesco, in questo momento, a immaginare cosa accadrà. Sono partito dalle categorie inferiori e ho ottenuto buoni risultati. Quando ero in D mi dicevano che la C era difficile. Idem quando sono andato in B e poi in A. Credo che il segreto non sia porsi dei limiti, come la mia squadra. La rosa è giovane, talentuosa. Abbiamo diversi calciatori  fra il 1998 e 2002 destinati a diventare calciatori di livello”.

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