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Uefa, nuova riforma del Fair Play Finanziario in vista: più tolleranza ma si chiede responsabilità

MADRID, SPAIN - JUNE 01: Aleksander Ceferin UEFA president picks up the Champions league trophy in preparation to presenting it to Liverpool during the UEFA Champions League Final between Tottenham Hotspur and Liverpool at Estadio Wanda Metropolitano on June 01, 2019 in Madrid, Spain. (Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

Dopo due anni difficili dovuti alla crisi legata alla pandemia il calcio europeo, reduce, come riportato da RMC Sport, da una perdita netta di 7 miliardi di euro complessivi, si prepara a una riforma del fair play finanziario.

Redazione Il Posticipo

Dopo due anni difficili dovuti alla crisi legata alla pandemia il calcio europeo, reduce, come riportato da RMC Sport, da una perdita netta di 7 miliardi di euro complessivi, si prepara a una riforma del fair play finanziario.

STUDIO - Nonostante si pensasse che il fair play finanziario fosse in via di estinzione, la UEFA non ha alcuna intenzione di accantonarlo. Anzi, a Nyon hanno intenzione di rafforzare il controllo finanziario dei club. L'obiettivo è rendere i proprietari e gli azionisti ancora più responsabili, rafforzare la loro base patrimoniale e garantire che le perdite siano coperte da capitale proprio al fine di ridurre il più possibile il rosso in bilancio. Secondo le informazioni provenienti da oltralpe, tra le novità previste, la UEFA vuole controllare i costi nell'anno in corso. E tre voci di spesa saranno particolarmente monitorate dal CFCB (Club Financial Control Body): buste paga, trasferimenti e commissioni agli agenti. Ogni club potrà investire una percentuale massima in base al proprio fatturato.

TRE ANNI -  Per consentire ai club di raggiungere questi obiettivi, la UEFA ha deciso di raddoppiare in tre anni il deficit tollerato, portandolo da 30 a 60 milioni di euro, a condizione che rimanga sempre coperto dall'azionista. L'idea è di non penalizzare troppo i club e di non impedirgli la partecipazione alle coppe europee, che hanno comunque un impatto finanziario significativo sui conti. Tolleranza però non significherà indulgenza. Se i club non rispetteranno questo nuovo regolamento, il pannello delle sanzioni rimarrà sostanzialmente identico a quello che esiste oggi: multe, divieto di iscrizione di alcuni giocatori in lista Champions, riduzione del numero di giocatori in questa lista, esclusione dalla competizione.

MADRID, SPAIN - JUNE 01: Aleksander Ceferin UEFA president picks up the Champions league trophy in preparation to presenting it to Liverpool during the UEFA Champions League Final between Tottenham Hotspur and Liverpool at Estadio Wanda Metropolitano on June 01, 2019 in Madrid, Spain. (Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

ECA - Idea appoggiata dall'ECA. presieduta da Nasser Al-Khelaïfi che approva e sostiene questa riforma anche se alcuni dettagli devono ancora essere discussi. La UEFA desidera supportare al meglio i club nell'attuazione di questa riforma che dovrebbe essere votata entro la fine della stagione, probabilmente durante il Comitato Esecutivo del 10 maggio. Questa riforma entrerebbe in vigore dal 1° luglio con un periodo di adattamento, tolleranza e prove fino al 2024, anno di inizio del nuovo ciclo (2024-2027) della nuova versione della Champions League.