Tutti sognano l’inno della Champions, ma più di qualcuno…lo fischia

Al Wanda Metropolitano, spesso e volentieri i tifosi dell’Atletico Madrid fischiano l’inno della Champions League. Ma anche il Barcellona e il City ne sanno qualcosa. Cosa c’è che non piace dell’iconico motivo?

di Redazione Il Posticipo

Come accade a intervalli più o meno regolari da ormai dieci anni, i tifosi dell’Atletico Madrid fischiano l’inno della Champions League prima della partita contro il Monaco. È passato così tanto tempo che molti ricominciano a chiedersi il perché. Magari, ai tifosi Colchoneros semplicemente non piace l’iconico motivo. In realtà, un motivo per cui i tifosi dell’Atletico fischiano l’inno della Champions League c’è ed è fortemente radicato in un conflitto ormai decennale.

INCOMPRENSIONE? – Come riporta il Guardian, il ‘casus belli’ risale appunto all’edizione 2008, quando la UEFA ha squalificato il campo dell’Atletico Madrid per due giornate, a causa degli scontri avvenuti nella doppia sfida contro l’Olympique Marsiglia. Ma non solo: l’accusa diretta ai sostenitori madrileni era di razzismo. Eppure non è mai stato chiarito se i presunti cori razzisti fossero davvero tali: alcuni sostengono che il brusio fosse una serie di “buuu” nei confronti del terzino nigeriano del Marsiglia Taye Taiwo, mentre il Colchoneros sostengono che quel rumore fosse un coro in sostegno di Agüero: “Kun, Kun, Kun!”.

INDIPENDENZA – Sebbene l’Atletico abbia ricevuto diverse manifestazioni di solidarietà da tifosi e presidenti in tutta Europa, che all’epoca hanno offerto i propri campi per le partite, i tifosi non hanno mai perdonato la UEFA (e in particolare  Platini) e molto spesso fischiano l’inno, chi girato di spalle, chi con il dito medio alzato e chi urlando frasi ingiuriose verso l’ex presidente UEFa. In Spagna c’è un altro caso analoga: come ricorda Sport, anche il Barcellona ha fischiato l’inno nel 2017, in quanto la UEFA aveva multato il club per l’esposizione al Camp Nou e nella finale di Berlino delle ‘Esteladas’, le bandiere simbolo della lotta per l’indipendenza catalana.

DUE PESI E DUE MISURE – Anche il Manchester City non ha un ottimo rapporto con l’inno della Champions. Uno dei motivi per cui ogni tanto piovono fischi sono le norme sul Financial Fair Play che limitano gli investimenti. Nel 2012, però, i Citizens hanno accusato la federazione di qualcosa di più grave: come riporta Sport, la UEFA aveva multato il Porto per circa 20.000 sterline per i cori razzisti piovuti addosso a Balotelli (allora al City) mentre nella partita successiva la federazione aveva comminato al City una multa molto più salata per essere scesa in campo con un po’ di ritardo. Insomma, non proprio tutti riescono ad andare d’accordo con la UEFA.

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