Tuchel: “La vicenda Cavani mi rattrista. Non siamo pronti per giocare subito né dobbiamo esserlo”

L’allenatore tedesco del PSG ha tenuto la sua prima conferenza stampa e ha analizzato diversi argomenti.

di Redazione Il Posticipo

Thomas Tuchel è tornato. L’allenatore tedesco del PSG ha tenuto la sua prima conferenza stampa e come riportato da Le Parisien il tecnico ha affrontato ogni argomento.

RIPRESA – Una ripresa “sui generis” per il PSG già campione di Francia e proiettato a giocarsi la Champions. Sei settimane di fermo prima di tornare a giocare per i tre punti. E senza alcuni elementi. “Le cose non sono così semplici. Fatico a familiarizzare con l’idea di non poter giocare una competizione con i giocatori che l’hanno cominciata. Cavani, Kouassi e Meunier mi mancheranno. Era un gruppo molto forte, molto affiatato. Dobbiamo finire la Champions League senza due giocatori chiave. È triste e strano. Sono contento che Thiago resti. Abbiamo altri due mesi da goderci insieme. Sono sicuro che resterà un giocatore chiave per noi. È super affidabile, molto professionale, un vero capitano“.

CHAMPIONS – Il PSG sembrava in grado di poter vincere la Champions. “Se giocassimo oggi, non saremmo pronti. Nessuno, neanche Neymar, è pronto per giocare subito. E non è necessario che lo sia. Abbiamo cinque settimane davanti a noi e la cosa più importante è stare insieme senza infortuni e  trovare il nostro ritmo. Sarà importante essere pronti per la finale di Coppa di Francia. Poi avremo altre due settimane per la Champions League.  Nessuna squadra è nella nostra situazione. Dobbiamo trovare soluzioni e adattarci. È complicato ma è il nostro lavoro. Conto anche su Draxler per le prossime settimane”.

STOP – Inevitabile la domanda sullo stop del campionato francese. “Non mi sono mai arrabbiato per questo. La situazione era bizzarra, sconosciuta. L’importante era la salute della popolazione. Non voglio giudicare la decisione. Tutti devono accettarlo. Dobbiamo trovare soluzioni per prepararci per il mese di agosto. Onestamente, dovrete farmi questa domanda tra sei settimane”.

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