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Tuchel: “La sconfitta con l’Arsenal è un bene. Ora la squadra sa che non può permettersi di deconcentrarsi”

(Photo by Michael Regan/Getty Images)

Il tecnico del Chelsea alla vigilia della sfida con il Leicester che vale la Fa Cup.

Redazione Il Posticipo

Chelsea contro Leicester, primo dei due atti. Uno vale la Fa Cup. L'altro un posto in Champions League nella prossima stagione. A meno che Tuchel non riesca... a prendere la scorciatoia vincendo la finale contro il City. Nel dubbio, meglio prepararsi per vincere entrambe. Il tecnico dei blues ne ha parlato in conferenza e le sue parole sono riprese da Football London.

FINALE - La prima finale in Inghilterra. Un doppio inedito. Il Leicester non era mai arrivato a questi livelli. Proprio come Tuchel che però qualcosina ha vinto. "Sono felice di essere a Wembley e mi lascerò trasportare dalle emozioni prima del via. Poi dovremo essere concentratissimi. Non possiamo permetterci di perdere l'uno per cento della nostra determinazione.  Lo abbiamo fatto nell'ultima partita contro l'Arsenal e siamo stati puniti. Questo ci deve servire da lezione. La sconfitta, per certi versi, ci ha fatto bene. Adesso dobbiamo trasformare la rabbia per l'occasione persa in una grande prestazione. In una finale non c'è una seconda possibilità. Né sapremo se e mai potremo rigiocarci la FA Cup. Dunque può essere un'opportunità unica. Questa sfida è un grande regalo che ci siamo fatti. E speriamo di onorarla con una prestazione all'altezza".

CHAMPIONS - A proposito di finale. Il Chelsea ne avrà un'altra a breve. E si gioca l'Europa.  "Sono felice di giocarmi la Champions, non importa quale sia la sede. Mi va bene Oporto, andrei ovunque pur di giocare una finale di Champions League. Ma in questo momento la sfida più grande è dimenticare la Champions League ed essere completamente concentrati sulle sfide che ci attendono. Mi gioco il primo trofeo ma ho le stesse sensazioni che ho sempre avuto e sempre avrò prima di una finale. Voglio vincere, e nient'altro. Arrivare a un trofeo non ti rende una persona migliore, ma la vittoria solleva dal peso della pressione sopportata e rende felici chi è sceso in campo e chi ha sofferto sugli spalti o davanti alla TV".