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Tuchel, apertura per la cessione di Cavani: “Non vorrei perderlo ma…”

Il tecnico del PSG inizia a pensare all'immediato futuro senza il Matador. Non vorrebbe perderlo ma il ragazzo ha ancora voglia di giocare e sentirsi importante.

Redazione Il Posticipo

Tuchel, apertura alla cessione di Cavani: il tecnico del PSG inizia a pensare all'immediato futuro senza il Matador. Non vorrebbe perderlo, ma il ragazzo ha ancora voglia di giocare e sentirsi importante. Del resto, le offerte non mancano. In conferenza stampa, come riportato da Le Parisien, l'allenatore, per la prima volta, parla di possibile addio.

CESSIONE -  Leonardo ha parlato: e ha ammesso che Cavani vuole andarsene e si valuterà la sua situazione. E Tuchel spiega la propria posizione al riguardo: "Mi piace questo gruppo. Apprezzo ogni singolo giocatore. Non ho cambiato idea. Non voglio perdere un giocatore, ma può succedere. Dobbiamo aspettare, Leo ha detto tutto. Cavani è un mio giocatore, sono felice così. Se la situazione cambierà, ci adatteremo".

FOGLIO DI VIA - Forse è il caso di lasciarlo andare. Del resto un giocatore scontento è difficile da gestire. "Manca di minuti, ritmo e fiducia. Nei top club, la competizione è altissima: capisco perfettamente che non è facile per lui. Se qualcuno è infortunato abbiamo un sostituto straordinario. Cavani  potrebbe essere in grado di mettere chiunque in panchina al posto suo". Però non gioca...

ADDIO -  Tutto lascia credere che l'epilogo naturale sia un addio, anche in considerazione di un contratto in scadenza: "Dobbiamo aspettare qualche giorno, attendere la fine del suo infortunio. E dopo, Cavani dovrà combattere per il posto perché è stato infortunato a lungo. Non è colpa sua, nemmeno nostra". Il PSG ha trovato una sua fisionomia. Nel 4-4-2 molto atipico di Tuchel, per il Matador non c'è posto. "Con questo modulo è necessario proteggere gli spazi, giocare più semplice per accelerare il gioco". Neymar e Mbappè ci stanno riuscendo. "Lavorano insieme in ogni sessione di allenamento. Questo aiuta gli automatismi. Sta a noi creare una struttura che li lasci liberi di attaccare negli spazi".