Trippier, rimandato in spagnolo: “Difficile ma devo farcela”

Trippier, rimandato in spagnolo: “Difficile ma devo farcela”

Impatto positivo nelle prime settimane all’Atletico per l’ex calciatore del Tottenham che si è ben preparato per superare l’esame Simeone. Adesso però resta da superare lo scoglio della lingua. Meglio impararla, il caso Bale insegna…

di Redazione Il Posticipo

Impatto positivo nelle prime settimane all’Atletico per Trippier. L’ex calciatore del Tottenham  si è fatto trovare pronto per superare l’esame Simeone. Adesso però resta da superare lo scoglio della lingua. Altrettanto complicato.

SFIDANTE –  Trippier rappresenta una delle poche eccezioni di “presenze inglesi” in Spagna. E spiega anche il perché, come riportato da AS: “Sin da bambino ho sempre sognato una esperienza di lavoro all’estero. Credo che all’età di ventotto anni, sia una scelta giusta e sfidante. L’Atletico è una grande opportunità anche per conoscere un ambiente e una cultura diverso, un allenatore diverso”.

PREPARATO – A proposito di allenatore. Simeone è un duro. E i due sembrano piacersi. L’ex giocatore del Tottenham non ha sofferto la  preparazione in stile “marines”. “Ero consapevole che all’Atletico Madrid sarebbe stata dura, ho lavorato sodo prima del mio arrivo, sapevo di essere in una squadra dove si gioca parecchio di fisico. Voglio far parte del progetto del club ed essere in piena sintonia con l’allenatore. Sono qui per mettermi in discussione. Si tratta di una sfida per me, per la mia famiglia, per i miei figli”.

RIMANDATO – Resta però l’ultimo ostacolo: lo spagnolo. Una lingua non semplicissima per chi proviene da oltremanica. “Sinora è l’ostacolo più complicato ma lo parlo già meglio di Costa. I compagni sono stati molto carini con me. Hanno cercato di parlare in inglese e mi hanno spiegato alcune parole in spagnolo, mi hanno fatto sentire il benvenuto. Adesso spero che in breve tempo potrò parlare spagnolo e semplificarmi la vita. So che è importante che lo impari il più rapidamente possibile, in modo da poter comunicare con i miei compagni di squadra, essere in grado di scambiare impressioni con l’allenatore. Sarà difficile, ma ora è la mia priorità”. Anche perchè il caso Bale insegna…

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