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Trezeguet: “Che 2006, prima sbaglio il rigore in finale e poi mi ritrovo in B con la Juventus”

L'attaccante francese svela alcuni segreti della sua prolificità negli ultimi sedici metri. 

Redazione Il Posticipo

David Trezeguet, gioie e dolori con la Juventus e con la Nazionale. L'attaccante francese, cui si legano le più grandi gioie e le più forti delusioni della nazionale azzurra, svela su sky sport alcuni segreti della sua prolificità negli ultimi sedici metri.

RADAR - Trezeguet sembrava avere un radar. Gol di destro, sinistro, testa, sempre facendosi trovare smarcato. Abile come nessuno nello staccarsi dal difensore. Studiando con i difensori. "Ho segnato tanto e senza essere presuntuoso posso dire che era un po' più difficile riuscirci ai miei tempi. Mi allenavo moltissimo con Ferrara, Montero e gli altri e chiedevo a loro i trucchi per farmi trovare libero.  I difensori in serie A  ti facevano subito capire che cosa ti aspettava. Ricordo Couto e Mihajlovic. Ogni tanto prendevano anche il pallone..."

STUDIO -  Trezeguet si è subito adattato: "Io venivo dal Monaco e mi ha impressionato la cultura del lavoro della Juventus. Mi sono adeguato a Del Piero e Zidane. Restavano a lungo anche dopo la fine della sessione. Studiavamo tantissimo i movimenti, cercavo di conoscerli il meglio possibile. Cercavo di farmi trovare sul primo o sul secondo palo. Ci siamo spiegati i movimenti e mi sono trovato a mio agio. Il campionato di serie A mi ha fatto imparare tantissimo. Non è un caso che segnavo sempre in area di rigore. Dovevo essere per forza bravo nell'esecuzione non essendo molto agile e veloce".

GIOIE E DOLORI - Il rapporto con la nazionale azzurra è particolare. Nel 2000 un grandissimo dolore, nel 2006 una gioia. "Ci eravamo ritrovati già nel 1998 ai rigori con l'Italia ma Buffon non c'era. Avevo 19 anni e mi sono preso la responsabilità con un pizzico di incoscienza. Credo e continuo a credere che ogni rigore abbia una sua storia. Gigi comunque era andato dall'altra parte, ma è stata comunque una esperienza importante anche se molto negativa. Ho sbagliato il rigore in finale e ho dovuto giocare in serie B, ma ciò mi ha reso ancora più forte e cattivo sotto porta".