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Trashorras e il Collegio Barça: “Cruijff mi chiese di prendere a calci Xavi. E quanto piangeva Iniesta…”

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Cresciuto nel Barcellona, diventato una leggenda col Rayo Vallecano. Trashorras ha dato l'addio al calcio e oggi si racconta tra aneddoti e qualche calcione di troppo rifilato alle future glorie blaugrana...compreso il nuovo allenatore!

Redazione Il Posticipo

I gol non sono mai stati il suo piatto forte, ma quando si è trattato di metterci il fisico e rincorrere palloni e... caviglie invece non si è mai tirato indietro. Qualche anno Roberto Trashorras ha dato l'addio al calcio, dopo un passato nelle giovanili del Barcellona e sette stagioni col suo Rayo Vallecano. L'ex centrocampista ha ripercorso la sua carriera al programma Idolos: dalle notti al fianco di Andrés Iniesta all'amicizia con Carles Puyol fino a quella volta in cui Johan Crujiff gli ha ordinato di marcare Xavi Hernandez,  in un modo... molto stretto!

INIESTA E PUYOL - Trashorras è cresciuto da ragazzo assieme ad una nidiata di futuri campioni, diventati grandi dopo aver superato tante difficoltà. L'ex centrocampista del Rayo non ha dimenticato le notti insieme a un giovanissimo Iniesta: "Io e Andrés abbiamo condiviso il letto e mi ricordo che da ragazzo ha sofferto molto. Io avevo quattordici anni, lui undici. Ricordo notti passate a piangere uno di fianco all'altro". All'epoca Iniesta aveva bisogno di un mano, di tutta altra pasta invece era già Puyol secondo quanto rivelato da Trashorras: "Carles era un punto di riferimento. Aveva passato più tempo di noi nella Masia e il suo fisico era già imponente". Ma il Barcellona all'epoca era soprattutto Johan Cruijff.

CRUIJFF E XAVI - Trashorras non dimentica quella volta in cui il Profeta del Gol gli ha ordinato di marcare un ragazzino dal grande futuro: "C'era una partitella e Cruijff ci stava osservando. All'improvviso un allenatore è venuto a dirmi: 'Johan non vuole vederti come attaccante, vuole che fai il perno difensivo, il numero quattro del Barça, e che marchi il sei dell'altra squadra'. L'ho fatto, l'ho tenuto stretto, l'ho preso a calci dappertutto, poi gli ho dato la mano e lui mi ha detto 'piacere, sono Xavi Hernandez". Trashorras non ha trovato spazio insieme a quei piccoli fenomeni nel Barça a inizio Duemila, ma in compenso può raccontare a tutti di come i suoi calcioni abbiano contribuito a formare una leggenda blaugrana. E se oggi Xavi è in panchina dopo essere stato una leggenda del Camp Nou, forse è anche merito suo...