Torres si confessa: “La decisione più difficile della mia vita è stata…”

Torres si confessa: “La decisione più difficile della mia vita è stata…”

L’attaccante spagnolo, oggi al Sagan Tosu in Giappone, guarda agli anni coi Colchoneros come a uno dei periodi più intensi della sua vita da uomo e da calciatore: fatti di tanti gol, ma anche di qualche decisione particolarmente dura…

di Redazione Il Posticipo

Ci sono campioni che non invecchiano mai di fatto… e di nome! Per tutti resterà “El Niño”, anche se oggi ha 34 anni e di fatto ha lasciato il calcio che conta: la scorsa estate infatti ha accettato la proposta del Sagan Tosu in Giappone, dove è sbarcato dopo aver alzato l’Europa League coi Colchoneros la scorsa primavera. Fernando Torres è stato il primo protagonista di “Leggende”, il programma di Eurosport che andrà in onda il 6 marzo sull’emittente televisiva Dmax: l’attaccante seduto al tavolo col giornalista Quique Peinado si è raccontato soffermandosi soprattutto sulle sensazioni provate nell’estate 2007, quella in cui ha deciso di lasciare l’Atletico per la prima volta nella sua vita.

LA DECISIONE – Nel 2007 la vita di Torres è cambiata per sempre: nell’estate di quell’anno infatti l’attaccante spagnolo ha accettato la corte del Liverpool di Rafa Benitez per la cifra record all’epoca di 20 milioni di euro, più il passaggio del centrocampista Luis Garcia dai Reds ai Colchoneros. Così Torres ha messo la parola fine a un rapporto che durava dalle giovanili: “È stata la decisione più difficile che abbia mai preso. Stavo sentendo che era un problema per il club arrivare al livello che ha raggiunto oggi”. E che la Juve purtroppo ha provato sulla sua pelle.

TORRES RE – C’è stato un momento in cui l’attaccante spagnolo all’Atletico è stato il re: “Se avessi chiesto un pezzo del campo, me lo avrebbero dato. Avrei potuto tenere per me cose che sarebbero state dannose per il futuro della squadra: meno soldi per fare mercato, una struttura male organizzata… Perché non puoi organizzare tutto in base a un solo giocatore, ma all’intera squadra. Tutti devono adattarsi. A quell’epoca non c’era un piano e sentivo che andare via avrebbe fatto bene sia a me che al club”. Tra il 2015 e il 2018 “El Niño” ha vissuto una seconda vita all’Atletico, interrotta la scorsa estate per volare in Giappone: niente di equiparabile però al dolore provato in quel 2007.

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