Tifoso del Qatar dichiara di essere stato torturato durante la Coppa d’Asia e se la prende con la FIFA

Tifoso del Qatar dichiara di essere stato torturato durante la Coppa d’Asia e se la prende con la FIFA

Un ventiseienne di Wolverhampton dichiara di essere stato arrestato e torturato ad Abu Dhabi semplicemente per aver indossato una maglia da gioco del Qatar. E lui, ora, se la prende con la FIFA.

di Redazione Il Posticipo

Il 22 gennaio scorso, andavano in scena i quarti di finale della Coppa d’Asia. La partita tra Qatar e Iraq si giocava nell’Al-Ahyan Stadium di Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti. La BBC riporta che un tifoso qatariota che si era recato fin lì da Wolverhampton, al termine della partita finiva in prigione. La sua colpa era semplicemente quella di indossare una maglia da gioco del Qatar. Ora, il ventiseienne dichiara di aver subito delle torture durante la detenzione e se la prende con la FIFA.

IL REATO – Stando a quanto riporta la BBC, il ventiseienne residente nel Regno Unito, non era a conoscenza della legge in vigore negli Emirati Arabi Uniti che vieta severamente di mostrare simpatia per il Qatar. La FIFA avrebbe dovuto mettere i tifosi al corrente della situazione? Magari con dei comunicati sul sito o con degli annunci allo stadio. Insomma, in qualche modo. Il ragazzo riporta numerose cicatrici sul corpo e ha perso un dente ma per la polizia si tratterebbe di “ferite auto-inflitte” e di un esaltato “in cerca di attenzione mediatica“. Per gli ufficiali emiratini, tra l’altro, il ragazzo non sarebbe stato arrestato per aver indossato la maglia ma per procurato allarme. Avrebbe accusato dei tifosi di casa di averlo picchiato ma anche all’ospedale avrebbero parlato di ferite auto-inflitte.

TORTURE – Ovviamente, i legali del ragazzo, capitanati da Rodney Dixon stanno lavorando senza sosta. Quest’ultimo spiega al quotidiano britannico: “È una disgrazia che Ali abbia subito torture così crudeli e gratuite durante la partecipazione a un torneo di calcio internazionale negli Emirati Arabi Uniti. Nessun tifoso di calcio dovrebbe provare questa sorta di trattamento disumano e razzista. La FIFA deve agire per accertare le responsabilità del caso“. Secondo il ragazzo e i suoi legali, la FIFA dovrebbe prestare maggiore attenzione alla difesa dei diritti umani. Almeno durante i suoi eventi. Nel frattempo, i legali hanno inviato delle segnalazioni anche agli enti di tutela dei diritti umani del Foreign and Commonwealth Office e delle Nazioni Unite.

LA FIFA – La televisione britannica riporta le parole di un addetto alla comunicazione della federazione internazionale: “Abbiamo ricevuto una corrispondenza dagli avvocati del Signor Ahmad e forniremo una risposta“. La Federazione, però, spiega anche che attende delle verbali ufficiali degli eventi da parte di autorità pubbliche. E se la polizia degli Emirati Arabi dà del bugiardo in cerca di fama al ventiseienne, di dati ufficiali se ne potranno avere tantissimi. Da verificare quanto saranno attendibili. Il ragazzo ha spiegato di aver perso un dente, di aver subito torture con la scossa elettrica e con delle lame. Pare che dovesse addirittura firmare dei documenti per avere dell’acqua da bere. Come finirà non si sa ma, nel frattempo, le cicatrici e gli incubi non lasciano in pace il povero Ali Issa Ahmad.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy