Tifosi negli stadi, appuntamento a settembre: piani, capienze e problemi della riapertura al pubblico degli impianti

Di Francesco Paolo Traisci. Il Ministro Spadafora vuole riaprire gli stadi a settembre. Tra capienze ridotte e i rischi di assembramento pre e post partita, si studiano i modi per far tornare i tifosi sugli spalti il prima possibile…

di Francesco Paolo Traisci

Fateci tornare a vedere lo sport dal vivo. È tutta un’altra cosa. Non se ne può più di vedere gli stadi vuoti e muti, con i tifosi simulati dalla grafica ed i loro rumoreggiamenti registrati al computer. E tutti si chiedono: perché vietare agli spettatori di entrare negli stadi quando sono stati di recente riaperti i musei, i cinema ed anche le discoteche? Fate tornare gli spettatori, se non a gremire gli spalti (cosa impossibile allo stato attuale per il necessario distanziamento) comunque a presenziare a ranghi ridotti sulle tribune degli stadi. È quello che auspica tutto il movimento sportivo, dalla Lega di Serie A di calcio in testa, ai club delle leghe minori, per il quali l’inizio della prossima stagione presenta proprio l’incognita pubblico. Sì, perché il pubblico ed i relativi incassi rappresentano una fetta importante dei ricavi delle società dilettantistiche, che quindi vedono quindi un grosso punto interrogativo dalla parte delle entrate al momento di pianificare il budget per la prossima stagione.

Capienze ridotte

E se la Serie A sperava di aprire le porte degli stadi nelle ultime due giornate (28/29 luglio e 1/2 agosto) con lo studio un protocollo che possa consentire l’adeguato distanziamento all’interno degli impianti, il ministro frena e rimanda tutto a settembre, con l’inizio della nuova stagione.  Il protocollo, elaborato dagli esperti della Lega coadiuvati da un pool di ingegneri, vedrebbe infatti una affluenza ridotta a trentacinquemila spettatori negli stadi più grandi, 10-15.000 in quelli più piccoli. La Lega ha previsto un range che va dal 25 al 40 per cento della capienza. Come detto, stadi grossi come San Siro e l’Olimpico potrebbero avere sino a 30-35.000 spettatori, quelli più piccoli si fermerebbero a 15-20.000. Questi i numeri contenuti nel dossier di 300 pagine che verrà consegnato al ministero della Salute e al Cts, che dovranno decidere.

Il problema del flusso e del deflusso

In realtà, più che quella della riduzione della capienza e del necessario distanziamento durante le gare, la parte più delicata del progetto è il flusso e deflusso negli stadi, ossia il momento in cui migliaia di persone dovranno accedere o uscire dallo stadio. È questa la fase che deve essere ben regolamentata, atteso che i nostri stadi sono per la maggior parte strutture vecchie e fatiscenti con pochi accessi. Come evitare gli assembramenti davanti ai cancelli chiusi ed all’uscita una volta finita la partita? Queste sono le fasi che vanno, giustamente regolamentate secondo rigidi protocolli. E non è facile perché molti tifosi, soprattutto nelle gare infrasettimanali, hanno l’abitudine di arrivare all’ultimo momento e di uscire dallo stadio non appena l’arbitro ha fischiato la fine della gara.

Per Spadafora si riparte a settembre

Ma il ministro Spadafora ha chiuso ogni speranza per questo fine campionato. “Per la riapertura degli stadi si ritiene di dover continuare su quella linea di prudenza che è stata seguita finora e stiamo lavorando in maniera forte con Federazione e Lega perché a settembre alla partenza del nuovo campionato ci sia modo di riaprire gli impianti al pubblico” ha spiegato durante il question time al Senato rispondendo ad una interrogazione sulla riapertura degli stadi di calcio. Individuando il problema proprio nella gestione dell’entrata e dell’uscita degli spettatori. “È vero che negli stadi c’è molto spazio ma è considerato molto rischioso gestire l’afflusso e il deflusso di un numero enorme di persone con i controlli necessari all’ingresso” ha detto ancora il ministro. In realtà, lo scetticismo è anche dovuto ad una presunta inutilità degli “sforzi” che verrebbero chiesti a chi dovrebbe approvare le modifiche al protocollo. “Mancando poco più di due settimane alla fine del campionato, sarebbe difficile organizzare tutto”, le sue testuali parole. Confermate poi dalle dichiarazioni al Giornale Radio Rai: “Se la curva epidemiologica ce lo consentirà, a settembre si potrà tornare a vedere il pubblico negli stadi. Ovviamente non riempiendo lo stadio come si faceva prima ma anche rispettando tutta una serie di misure che sono allo studio in queste ore”.

Test per la prossima stagione

In realtà, le ultime due giornate col pubblico potevano costituire un test per la prossima annata ed è anche per questo la Lega si è mossa con largo anticipo. Il via libera del Cts sarebbe infatti importante anche per programmare la prossima stagione, che dovrebbe partire il 12 settembre e sarà congestionata perché a maggio bisogna chiudere per via degli Europei. Il calendario, con le Coppe e le soste per le gare internazionali, è completo: se qualche partita dovesse essere rinviata o sospesa, sarebbe complicato, forse impossibile, trovare uno slot per recuperare i match…Certo, se già ci fossero le linee guida per il ritorno del pubblico negli stadi sarebbe tutto più semplice: per la Serie A, ma anche per i club minori, che attualmente non sanno se ed in che misura, alla ripresa dell’attività agonistica, potranno contare sui propri tifosi e sugli introiti che questi gli garantiranno.   E soprattutto perché il calcio con i suoi tifosi è tutta un’altra cosa, un altro spettacolo, a tutti i livelli!

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