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Thuram: “Al Barça qualcuno la mattina non si allenava e lo chiudevano in sala massaggi per farlo dormire…”

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Quando si gioca a calcio a livello professionistico per quasi vent'anni, di ricordi se ne hanno molti. E se c'è da scegliere tra i tanti colleghi incontrati, come compagni o come avversari, le cose possono farsi complicate. Ma non per Lilian Thuram.

Redazione Il Posticipo

Quando si gioca a calcio a livello professionistico per quasi vent'anni, di ricordi se ne hanno molti. E se c'è da scegliere tra i tanti colleghi incontrati, come compagni o come avversari, le cose possono farsi complicate. Ma Lilian Thuram non si è spaventato e ha risposto  qualche tempo fa alle domande che gli ha posto L'Equipe per capire chi il transalpino abbia più fissato nella mente dei tanti calciatori della sua epoca...

ZIZOU E RONALDO - Sul compagno di squadra più forte, Thuram non ha dubbi: "Zinedine Zidane. La prima volta che l'ho visto, con la nazionale, aveva 17 anni e mezzo. Durante il riscaldamento ha cominciato a tirare il pallone per aria, sembrava un giocoliere, non avevo mai visto nessuno della mia età fare cose del genere. Poi ho seguito la sua carriera finchè non è diventato una stella quando era in Italia. Ma non mi è mai piaciuto che la gente pensasse che aveva solo un talento naturale. Zidane era soprattutto uno che lavorava parecchio, molto rigoroso e con molto carattere". E l'avversario più forte? Anche qui, scelta prevedibile. "Ronaldo, ovviamente. Non importava dove gli arrivasse il pallone, stavamo sempre tutti attentissimi, perchè poteva cominciare un'azione che lo avrebbe portato a segnare. Ma mi piaceva sempre giocare contro di lui, quando affronti grandi giocatori ti diverti".

MUNITIS E...IL FESTAIOLO - Ma c'è anche qualcuno contro cui non era poi così divertente. "Quello che mi ha dato più problemi era Pedro Munitis, durante i quarti di finale di Euro 2000. Era molto più basso di me e così rapido che non riuscivo a stargli dietro. Ho anche provato a cambiare scarpini all'intervallo, ma non è servito a niente. Non ho mai capito perchè, ma l'allenatore la pensava diversamente, visto che ha deciso di sostituirlo. Ma per molto tempo ho avuto gli incubi pensando a lui, se vuoi spaventarmi basta dirmi 'attento, c'è Munitis!'". E poi c'è anche un ricordo divertito, quello sul compagno di squadra festaiolo, rimasto però anonimo. "A Barcellona c'era un giocatore di cui non farò il nome, ma che con una certa frequenza non si poteva allenare. Alcune mattine ci rendevamo conto che non era assolutamente in buone condizioni. E quindi lo chiudevano a dormire nella sala massaggi". Chi sarà? Considerando che quello era il Barça del gruppo festaiolo di Ronaldinho e Deco, si potrebbe avere l'imbarazzo della scelta...