Thiago Silva rancoroso: “Il PSG non mi ha rispettato”

Il centrale del Chelsea ha parlato della sua esperienza a Parigi

di Redazione Il Posticipo

Thiago Silva non dimentica. Il centrale del Chelsea ed ex Milan ha parlato della sua esperienza a Parigi e del suo passaggio ai blues in una intervista rilasciata a fourfourtwo e non è stato molto tenero nei confronti del club francese reo, a suo avviso, di avergli mancato di rispetto al di là del mancato rinnovo contrattuale.

PARIGI – Il difensore brasiliano ricorda con amarezza gli ultimi mesi trascorsi all’ombra della Torre Eiffel. “Non mi hanno mai cercato, neanche per chiedermi cosa ne pensassi di un eventuale rinnovo. Un silenzio che è stato molto deludente. E c’è da considerare anche lo scoppio della pandemia e il blocco del campionato francese. Ci sarebbe stato tutto il tempo per una telefonata. Anche per chiedermi se fossi intenzionato a restare. Invece niente. Non credo sia rispettoso. Pensavo di meritarne Non sono stato pochi mesi a Parigi. Ero il capitano, sono rimasto otto anni  ho sollevato tanti trofei al cielo e ho giocato anche oltre il mio contratto. Anche Cavani (che però lascio il club a giugno) ha ricevuto un trattamento del genere. Non voglio essere ingrato. Ho trascorso periodi molto felici al PSG. Prima di questo epilogo, però, mi hanno trattato sempre bene”.

LEONARDO – Thiago è rimasto evidentemente deluso anche dal comportamento del suo connazionale Leonardo. “Ho detto al mio agente di iniziare a cercare un club quando sono entrato nella condizione di free agent, ma precisandogli di non dirmi nulla sino a che non si fosse esaurito il cammino in Champions League. E la mattina dopo la finale persa con il Bayern Monaco il PSG ha fatto una specie di tentativo. Il presidente mi disse che Leonardo aveva intenzione di parlarmi. Immaginavo cosa potesse chiedermi, ma ormai avevo già deciso di lasciare il club”. L’incontro ci fu. “Mi sono incontrato con Leonardo ma avevo già accettato la proposta del Chelsea. Lui mi chiese se avessi già firmato per un altro club, non mi è sembrata una domanda molto intelligente. La mia risposta fu sincera. Non avevo messo nero su bianco, ma avevo dato la mia parola al Chelsea. E valeva più di qualsiasi accordo”. E addio fu…

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