Thiago Motta: “Sturaro non lo devo scoprire io. Esempio per tutti “

Un buon pareggio per il Genoa che rimane aggrappato alla partita e porta a casa un punto prezioso in chiave salvezza.

di Redazione Il Posticipo

Non bellissima, ma funzionale all’obiettivo. Il Genoa  rimane aggrappata alla partita e porta a casa un punto prezioso in chiave salvezza. Ai punti forse i rossoblu avrebbero meritato qualcosa di più, ma i progressi sono evidenti. Thiago Motta ha restituito serenità al Grifone che sebbene resti in zona rossa, ha prospettive più rosee.

PASSETTO – A volte è meglio non perderle, certe partite. E il Genoa porta a casa punti che possono essere pesantissimi in ottica salvezza. Una squadra che non ha rubato l’occhio ma ha portato a casa ciò che serviva. Merito anche di Radu. Thiago Motta analizza la sfida a Sky Sport. “Sappiamo tutti che abbiamo un grandissimo portiere ma come squadra abbiamo fatto tutti bene su un campo difficile. Li abbiamo messi dietro, sono pericolosi ma abbiamo cercato di creare e giocare in attacco“.

STURARO – La scelta di Sturaro ha pagato. Fra i due un legame speciale: “Abbiamo scelto questo modo di giocare. Nel secondo tempo abbiamo mantenuto sempre l’idea di attaccare fare gol e vincere la partita. Sturaro non lo devo certo scoprire io. Ha avuto un infortunio grave, sono molto contento di lui. L’unica cosa che è cambiata è che adesso lo alleno ma Stefano è un esempio per gli altri. Gioca con aggressività e voglia di aiutare i compagni, fa quello che chiedo e voglio da tutti“.

SOSTANZA- Genoa spavaldo e coraggioso, ma anche più sostanzioso: “Continuiamo con la stessa idea di gioco ma non è facile trovare gli spazi. Abbiamo cercato di costruire, cercato di attaccare, abbiamo speso energie, ma i giocatori hanno grande disponibilità. Cerchiamo il gol attraverso il palleggio, potevamo chiudere la partita. Sono contento della prestazione, meno del risultato. Quando vedo i ragazzi però vedo che hanno lasciato tutto in campo e sono orgoglioso di loro“. A proposito di ragazzi, il Genoa sposa la linea verde. “Io non voglio rivoluzionare, ma scelgo in funzione degli allenamenti. Inizio a conoscere i ragazzi, se li faccio giocare è perché sono convinto. Non è una vittoria inserire i giovani, ma dimostrare che sono scelte ponderate. So quello che sto facendo mi fido di loro. Anche i non convocati fanno parte dei miei piani. Non è vero che tutti sono uguali, però devo scegliere i migliori di volta in volta“.

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