Thiago Motta e quel 2-7-2. Allenatori sperimentatori capaci di rivoluzionare…

Thiago Motta e quel 2-7-2. Allenatori sperimentatori capaci di rivoluzionare…

Thiago Motta è passato già alla storia per aver parlato di 2-7-2. No, non si gioca in 12, ma si considera il portiere un giocatore di movimento. Una provocazione, forse, che ricordano in molti. Così come diversi tecnici sono identificabili, nonhcè imperituri, per la scelta di un modulo…

di Redazione Il Posticipo

2-7-2

(Photo by Erwin Spek/Soccrates/Getty Images)

Thiago Motta allenatore del Genoa diviene, con le ore che passano, più di una ipotesi. Il Genoa potrebbe così andare a caccia della salvezza affidandosi a un tecnico che non ha paura a sperimentare. L’ex centrocampista dell’Inter, che ha appeso gli scarpini al chiodo la scorsa estate, ha studiato ed è passato già alla storia del calcio come “padre” del 2-7-2.  No non si gioca in dodici… “Per me la squadra si può leggere anche partendo dalla fascia destra arrivando alla sinistra: che ne dice se giochiamo con il 2-7-2? Non siamo in 12, perché io conto il portiere in quei 7 in mezzo al campo. Per me l’attaccante è il primo difensore e il portiere il primo attaccante”. Interpretare il portiere come un giocatore di movimento, nel calcio moderno, del resto, non è affatto utopico. Il tecnico che ha avuto esperienza con le giovanili del PSG ha poi virato, al netto della provocazione, sul 4-3-3 ma di certo è uno studioso del calcio. Del resto, molti altri allenatori si sono associati a un “marchio di fabbrica”.

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