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Tevez, senza giri di parole: “Questo è un virus di m**** sono disposto ad aiutare i più esposti”

Il calciatore argentino non lascia spazio alle interpretazioni. Invita i colleghi ad andare incontro alle necessità delle fasce sociali più deboli. E si mette a disposizione come volontario.

Redazione Il Posticipo

Tevez è un uomo ricco e realizzato, ma non dimentica chi è e da dove è venuto. Dal barrìo, dove vivono le fasce sociali più deboli ed esposte al contagio del Covid-19. Il calciatore argentino, come riportato da Olè, non lascia spazio alle interpretazioni. E invita i colleghi ad andare incontro alle necessità delle fasce sociali più deboli.

QUARANTENA - La famiglia Tevez vive in quarantena anche un compleanno "Mia figlia compie 15 anni. Lo stiamo passando insieme, avevamo organizzato tutto ma rimanderemo a tempo debito. Adesso dobbiamo concentrarci su altro. Sui nostri genitori, sui nonni. Temo più per loro che per i miei figli. Questo è un virus di m****  non si sa da dove provenga, come ti possa colpire. Sappiamo solo che uccide soprattutto nonni e padri. E chi ne soffre è solo. Non può essere confortato o abbracciato. I quartieri poveri sono quelli che rischiano di più. Conosco bene quei posti ci ho vissuto. È importante stare insieme e cercare di aiutare le persone che più ne hai bisogno".

CALCIO - In questo senso, il calcio può fare molto. In senso economico, non sportivo né di intrattenimento. "Il calciatore può vivere un anno senza guadagnare, Non fa parte di chi deve lasciare la casa alle 6 del mattino e tornare alle 7 del pomeriggio per mantenere la famiglia. Lo stato c'è,  ma anche noi dovremmo essere coinvolti. Sarei felice di aiutare e mettermi a disposizione. Questa situazione ha restituito normalità. Ci ha ricordato  che siamo tutti uguali. Ecco perché mi metto a disposizione del governo e del club per aiutare, per esserci. Non serve a nulla apparire in un video. Mi rendo disponibile anche alle consegne".