Tevez: “Mi sento l’ultima grande bandiera del Boca”

Il centravanti del Boca Juniors, ha rotto il silenzio dopo la sconfitta in Libertadores.

di Redazione Il Posticipo

Tevez ha rotto il silenzio. Il centravanti del Boca Juniors, dopo la sconfitta in Libertadores e alcune polemiche legate alle fake news sulla morte del padre, concede una lunga intervista a Olè in cui affronta diversi argomenti, anche extracalcistici.

BOCA – L’addio non è stato deciso. L’unica certezza è che il Boca resterà una pagine indelebile della sua vita e della carriera. “Continuare con il Boca mi avvicina ai grandi idoli del club. Mi sento come se fossi l’ultima grande bandiera  dell’età d’oro del Boca”. Anche se da tre anni manca l’appuntamento con la Libertadores. “Mi è capitato di non essere ossessionato dalla vittoria.  Ammetto che sia stato molto difficile  digerire l’eliminazione. Occorre capire che vincere il campionato in Argentina non è il lasciapassare per la Copa: è molto difficile vincere la Libertadores se si commettono errori nei momenti chiave”.

FUTURO – Tevez inizia a pensare anche al futuro. “Fisicamente sto bene. Quando le persone mi vedono mi chiedono foto e mi abbracciano ed è molto motivante”. Il rapporto con i compagni è diverso. “Quando ero giovane ci strigliavano a dovere. Ora occorre flessibilità. È un’altra generazione, completamente diversa. Invecchiando non ti alleni molto sulla potenza fisica, l’importante è mantenere la velocità. Chiaramente, essendo il capitano, devo sempre dare l’esempio. Ho perso diversi chili e ho mantenuto agilità ed elasticità. Non avrei mai immaginato di arrivare così a 37 anni, senza problemi articolari. Ciò mi permette di allenarmi con i compagni di squadra”.

(Photo by Agustin Marcarian-Pool/Getty Images)

SIMBOLO – Una Copa sfumata, la vittoria del “Maradona”: un successo che per gli azul y oro significa tantissimo. Tevez ha ancora del calcio davanti a sé, ma può anche trarre i primi bilanci della sua esperienza al Boca. “Questa squadra ha una storia importante. Farne parte significa qualcosa di grande. E indossare la maglia numero 10 è qualcosa di speciale. Non è da tutti, è stata la maglia di Diego. E quindi va valorizzata. Chi la indosserà deve essere un punto di riferimento per il club. Non so quanto e se continuerò. Parlo con Riquelme e mi dice di stare calmo, che c’è tempo e una Libertadores da conquistare”…

.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy