Tevez furioso attacca la CONMEBOL: “Una vergogna, tanto vale dare direttamente la coppa al River!”

Alla fine il Superclasico è stato rinviato, ma nelle concitate ore prima della decisione definitiva ci sono state pressioni per convincere un Boca Juniors sotto shock a scendere comunque in campo. L’atteggiamento della CONMEBOL ha mandato su tutte le furie Carlos Tevez.

di Redazione Il Posticipo

Che sarebbe stata una partita sentita, lo sapevano anche i muri. Che si sarebbe trasformata in un vero e proprio caos, però, forse non era del tutto preventivabile. E invece anche la partita di ritorno della finale della Libertadores cambia data, ma stavolta la pioggia non c’entra nulla. Si parla di aggressioni, di pietre, di lacrimogeni. Ma anche di pressioni, di tentativi di convincere un Boca Juniors sotto shock a scendere comunque in campo. L’atteggiamento della CONMEBOL, che ha fatto di tutto affinchè si giocasse, ha mandato su tutte le furie Carlos Tevez. Che, come riporta AS, quando è uscito dallo stadio ne ha avute davvero per tutti.

VERGOGNA – “Stavamo vomitando e la CONMEBOL voleva obbligarci a giocare. Che bisogna fare di più per dare la Copa Libertadores al River? Perchè non gli danno la coppa? Hanno sempre fatto quello che gli pareva, che gli diano quel che vogliono e basta. È stata una vergogna, perchè credo che la CONMEBOL con noi si sia comportata davvero male. E parlo a titolo personale, è una vergogna quello che hanno fatto. Se si mettono contro di me, non ci sono problemi, ma sappiate che volevano farci giocare con Pablo Pérez all’ospedale”. E chissà, forse senza tutti gli incidenti attorno allo stadio, che hanno reso la situazione ancora più incandescente, forse si sarebbe scesi in campo.

A PARTI INVERTITE – Tevez non ci sta e, da parte sua, conferma che anche lo spostamento di un giorno non è una scelta che è stata condivisa dal Boca. “Non cambia niente, perchè quello che ci è successo ci è comunque accaduto. Un giorno che differenza fa?”. E non mancano alcune frecciate al River e allo staff medico, in ricordo della celebre partita dei lacrimogeni del 2015. “Se fosse successo a parti invertite, saremmo fuori dal torneo e la Coppa sarebbe del River. Dei loro giocatori nessuno è venuto a chiederci come stavamo. E lo stesso medico che che il giorno dei lacrimogeni era alla Bombonera e ha deciso che non si poteva giocare, in questo caso ha fatto di tutto affinchè giocassimo”. Insomma, altre polemiche dopo una giornata particolare. La speranza è che la notte argentina porti consiglio, o anche dopo 24 ore la situazione potrebbe essere rovente.

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