Ter Stegen si autoincensa e attacca i compagni: “Mi piacerebbe fare una chiacchierata con chi era in campo…”

Ter Stegen si autoincensa e attacca i compagni: “Mi piacerebbe fare una chiacchierata con chi era in campo…”

Il portiere del Barcellona non è abituato a essere il migliore in campo, soprattutto dopo una vittoria. Merito suo e demerito dei compagni, che non capitalizzano le occasioni avute e rischiano di fare la frittata. E quindi il tedesco si arrabbia…

di Redazione Il Posticipo

Il portiere è tra i pali per fare il suo lavoro, ma ci sono alcune squadre in cui gli estremi difensori dovrebbero essere meno impegnati. Il che però non significa che non debbano essere di livello assoluto. L’esempio migliore è quello di Marc-Andrè ter Stegen. Il portierone tedesco è l’ultimo baluardo del Barcellona e quando viene impegnato (non spesso) riesce sempre a togliere le castagne dal fuoco a Valverde. Ma di certo non è abituato a essere il migliore in campo, soprattutto dopo una vittoria. Merito suo e demerito dei compagni, che contro lo Slavia Praga non capitalizzano le occasioni avute e rischiano anche di fare la frittata.

ARRABBIATO – E quindi Ter Stegen si arrabbia e, come riporta As, striglia la squadra. Che non è il solito Barcellona, perché quando persino Messi sbaglia un gol davanti alla porta c’è decisamente qualcosa che non quadra. “È normale che io sia arrabbiato, non abbiamo giocato al nostro livello. E meno male che abbiamo portato a casa i tre punti, che è la cosa più importante. Ma è necessario parlare di alcune cose”. Parole da leader da parte del tedesco, che però arrivano in uno spogliatoio pieno di personalità importanti, che potrebbero anche non apprezzare il rimprovero. Che comunque va avanti e prende toni ancora più evidenti…

DUE PAROLE – “Non dirò di cosa, perché non mi piace farlo in pubblico, ma mi piacerebbe scambiare due parole con quelli che erano in campo”. Non proprio un messaggio di pace. “Io a livello personale punto sempre a essere al massimo e se posso aiutare la squadra, meglio. Nella prima parte della partita abbiamo subito troppe occasioni dello Slavia, non eravamo ben messi in campo. Ma sono cose che succedono. Ed è per questo che ci sono io”. Insomma, meriti a se stesso e la croce sui compagni. Non esattamente il modo migliore di farsi voler bene…

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