Ter Stegen ancora riserva con la Germania : “Questa situazione mi pesa…”

Ter Stegen ancora riserva con la Germania : “Questa situazione mi pesa…”

Il paradosso del portiere del Barcellona: da possibile “numero uno” dalla FIFA a certo “dodicesimo” con la nazionale della Germania. Una situazione che inizia a infastidirlo…

di Redazione Il Posticipo

Il paradosso di Ter Stegen. Il portiere del Barcellona è stato nominato fra i potenziali “numero uno” dalla FIFA e  però continua a ricoprire il ruolo “dodicesimo” con la Germania. Una situazione che inizia a infastidirlo, come riporta AS.

CONCORRENZA – Certo, in nazionale la concorrenza è piuttosto forte. Difficile spostare un totem come Neuer anche se il gigante inizia a scricchiolare. Il gigante del Bayern Monaco, indiscusso miglior interprete del ruolo a inizio decennio, vive un certo declino, certificato dalla sua assenza fra i potenziali vincitori del premio indetto dalla Federazione internazionale. Conserva, però, e anche ben salda, la fiducia di Low. Nonostante le quattro reti incassate con l’Olanda, Neuer sarà al suo posto anche nella sfida all’Irlanda del Nord.

INFASTIDITO – Ter Stegen, come riporta AS che ha ripreso le parole dell’estremo difensore da T-Online,  non capisce, ma si adegua: “Certo, questa situazione potrebbe fare ammattire, faccio del mio meglio e non sono dove dovrei essere”. Le gerarchie sembrano cristallizzate. Il ragazzo ne è consapevole. “Ci sono fasi in cui devi saper aspettare il tuo turno. Comunque ho fissato le mie priorità. Voglio avere successo e l’obiettivo principale che ho è di diventare il primo portiere”.

MA PAZIENTE – Non a tutti i costi, però. ” Non è facile, ma la pazienza fa parte del lavoro di un calciatore. E comunque il calcio è una cosa, ma conta anche l’aspetto umano.  Voglio essere in grado di guardarmi allo specchio e dire che ho lavorato onestamente e ho inseguito le mie ambizioni senza mai essere scorretto”. Nè ritiene che giocare lontano dalla Germania lo penalizzi.  “Onestamente creso sia un onore giocare in uno dei più grandi club del mondo. Inoltre, l’esperienza all’estero mi ha reso migliore. Non me ne pento affatto”.

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