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Tebas: “Obiettivo ripartire da metà maggio. Sosteniamo il governo, per le critiche ci sarà tempo…”

Il presidente della Liga Tebas, si allinea alle scelte del governo e fissa i paletti per il prossimo futuro.

Redazione Il Posticipo

Il presidente della Liga, Javier Tebas  è alle prese, come tutti i dirigenti calcistici, nel trovare la quadra affinchè il calcio, inteso come industria, non vada  in bancarotta. In Spagna, l'attività sposta 1,67 % del PIL del paese. Quanto basta e avanza per ricorrere a misure indispensabili per evitare collassi. Il dirigente è stato intervistato da Marca e ha rilasciato, al riguardo, diverse impressioni.

RIPRESA - Il primo pensiero, ovviamente è la ripresa del torneo. "Non siamo diversi dal resto della società. Io spero che a metà maggio possiamo riprendere tutte le competizioni comprese quelle europee. Dipenderà dall'evoluzione della pandemia. L'idea è di non stravolgere alcuna stagione. Non so se continueremo neanche a porte chiuse o aperte, dipende dalle autorità sanitarie di ogni paese. Lavoriamo per gestire i calendari di oltre 30 competizioni. Comunque non credo che sia un problema per i calciatori rinunciare alle vacanze.

PREVENZIONE - Tebas ha provato ad anticipare la pandemia per quanto è stato possibile. Prima della dichiarazione di stato d'emergenza aveva reso disponibile alcune vaccinazioni. "Sono stato definito antipatriottico, per questo. Credo ci sia molta demagogia. Non ho paure particolari legate al Covid-19. Mi prendo cura di me stesso e giro sempre con il disinfettante in tasca per pulirmi le mani. Ad oggi, sono coerente con la posizione assunta dal mio governo, che è il governo della Spagna. Ci sarà tempo dopo, se qualcuno vuole criticare misure prese molto rapidamente per evitare un collasso economico. Ora dobbiamo sostenerlo".

POLITICA - Non solo politica governativa, ma anche sportiva. Il presidente della Liga parla anche del rapporto con Rubiales e dei diritti TV: "Chiunque abbia studiato legge sa che i grandi disastri naturali sono "non assicurabili". Da nessuno. Non so come si sistemeranno adesso le cose. E comunque la Liga ha sempre contattato la Federazione anche se ogni volta che il presidente della RFEF apre la bocca, critica i club e il loro presidente".