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Tebas lancia l’allarme: “Anche se hanno vinto di più non sono i più intelligenti, ma la Superlega non è morta”

(Photo by Gualter Fatia/Getty Images)

Javier Tebas, il presidente de LaLiga, non si è mai mostrato come una persona incline ai giri di parole. Soprattutto se si parla di Superlega. E quindi arriva un attacco a Perez, Laporta e Agnelli...

Redazione Il Posticipo

Javier Tebas, il presidente de LaLiga, non si è mai mostrato come una persona incline ai giri di parole. Specie quando una vicenda lo tocca da molto tempo e nel profondo, entra sempre a gamba tesa senza la minima paura di beccarsi un cartellino. Come riporta Marca, è intervenuto al meeting della PAC organizzato dalle Leghe europee.

ALLARME - Tebas spiega chiaro e tondo che l'allarme che riguarda la Superleganon è rientrato. "Non dobbiamo nasconderci. Non dobbiamo aver paura del politicamente corretto per difendere i principi che sono in grave pericolo come la meritocrazia. Il concetto di Super League non è morto. La stabilità economica del calcio europeo è in discussione. Quello che mi infastidisce di più è che pensano che siamo stupidi, ingenui. Giocano con la nostra ingenuità, con il nostro silenzio, con il nostro politicamente corretto. Non dobbiamo essere ingenui in questa battaglia. Dobbiamo avere un atteggiamento fermo. Quello che si è tentato di fare è molto grave, un colpo di stato contro il calcio europeo, contro le competizioni europee. Il presidente di LaLiga rispetterà qualsiasi tipo di decisione che verrà presa, che siano coinvolti o meno club spagnoli. I fatti non si giudicano sulla base della nazionalità ma sula base della condotta e di ciò che è stato fatto".

 (Photo by Denis Doyle/Getty Images)

NAUFRAGHI - Insomma, un attacco diretto soprattutto a Real, Barça e Juventus, che continuano a sostenere l'idea della Superlega. "I tre 'naufraghi' di questo progetto, che sostengono ancora l'insostenibile, anche se la nave è mezza affondata, stanno ancora dando lezioni sul fatto che il calcio possa andare alla rovina o meno. Il fatto che abbiano vinto più titoli non significa che siano più intelligenti. Quella nota mostra l'ignoranza di ciò che sta accadendo nel calcio professionistico. Non vogliamo la rovina del signor Pérez né quella del signor Laporta o quella del Signor Agnelli". In effetti, quello che sostengono i portavoce del fronte del 'No' alla Superlega, non è l'auspicio della rovina delle grandi del calcio che hanno proposto questo cambiamento. La speranza è quella di poter continuare ad avere la possibilità di misurarsi con le squadre più grandi e quelle più piccole in campionati contrassegnati dalla cinica meritocrazia dei 3 punti.