Tebas: “Il Covid non incide sulla vendita dei diritti tv. Il futuro si chiama OTT”. E punta ai 2 miliardi di euro l’anno…

La Liga punta a incrementare il proprio fatturato aprendosi a nuovi mercati. Anche e soprattutto digitali.

di Redazione Il Posticipo
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Tebas non teme che la pandemia possa intaccare la cessione dei diritti audiovisivi del campionato spagnolo. E la Liga punta ai 2 miliari di euro l’anno. Come riportato dal Mundo Deportivo il presidente Javier Tebas ha analizzato la situazione.

STADI – Il dirigente ritiene che il Coronavirus inciderà molto più sugli stadi. la ricchezza però arriverà dalla digitalizzazione e da internet. “In questa situazione non si può proporre, nemmeno in minima parte, un ritorno agli stadi. Il futuro è nell’integrazione delle piattaforme per il tempo libero e l’intrattenimento. Il mondo OTT sta crescendo. Si stima che nel 2030 l’80% dello sport sarà visto in OTT (acronimo di over the top television, ovvero tutte quelle trasmissioni che vanno oltre il concetto di televisione per come è inteso adesso) e bisogna essere preparati. Sarebbe irresponsabile non sondare il mercato e io lo esamino ogni giorno. In Spagna conviviamo con la pandemia da quasi un anno, gli operatori conoscono già gli effetti, ma quello che va valutato è la crisi economica che arriva come conseguenza della pandemia. All’inizio non vedo che influenzerà molto il valore dei diritti. È la mia opinione, poi vedremo il mercato. La presenza del pubblico è una parte molto importante del fatturato legato alla “biglietteria”. In questo senso spero che a fine maggio,  se saremo fortunati, torneremo a vedere il pubblico”.

RISTRUTTURAZIONE – Anche l’economia si è dovuta adattare. L’industria del calcio si sposta verso nuovi confini, paradossalmente lontano dagli stadi. “I problemi di alcuni club affondano le radici a gestioni antecedenti alla pandemia. Tutti i club sanno che ci saranno delle perdite, ma è fondamentale saperle gestire. Non ci sono soldi eppure sento parlare di acquisti. Ritengo che la finestra di mercato di gennaio non smuoverà molto denaro. Non so in che mondo viva chi pensa qualcosa di diverso. Presto credo che assisteremo a diverse innovazioni. Per questo credo che sia assolutamente necessario convincere i club che il calcio è un settore molto importante per questo paese. Il settore imprenditoriale lo sa già, è ben consapevole, anche in ambito politico. Siamo un settore economico molto importante per questo Paese”.

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