Gerardo Martino ricorda Barcellona: “La peggiore esperienza della mia carriera”

L’attuale CT del Messico ripercorre la sua carriera e ha pochi dubbi su quale sia la stagione da dimenticare. In Catalogna non è riuscito a incidere.

di Redazione Il Posticipo

Gerardo Martino , attuale tecnico del Messico , in una intervista riportata dal Mundo Deportivo ha ripercorso la sua carriera e ha pochi dubbi su quale sia stato il suo più grande fallimento: alla guida tecnica del Barcellona, tra il 2013 e il 2014. Esperienza definita come “la peggiore della mia carriera da allenatore”.

CONTRIBUTO – Il CT della nazionale centroamericana non si sofferma tanto sui titoli, quanto sul suo contributo alla causa. “A Barcellona ciò che conta è quanti titoli vinci. Tuttavia, posso dire che è stato il mio anno peggiore perché il mio contributo come allenatore è stato modesto. Il Barcellona ha un modo radicato di giocare che ha cercato di migliorare aggiungendo maggiore velocità al gioco attaccando e muovendosi andando avanti e indietro nello spazio. Credo che avrebbe reso la squadra più completa. Ciò è stato realizzato l’anno successivo con Luis Enrique”.

2010 – Ben diverso il ricordo dei mondiali 2010 in Sudafrica. Il Paraguay si arrampica sino ai quarti di finale. “Ciò che mi ha dato l’opportunità di allenare il Paraguay è stato il mio periodo di cinque anni nel campionato locale, quando sono riuscito a centrare le semifinali della Copa Libertadores con il Libertad nel 2006 . Ero entusiasta della qualità dei calciatori che avevo a disposizione ”

AUTOCRITICA – Martino resta comunque molto autocritico con sè stesso. Non si sarebbe schierato nella sua squadra. “Sarebbe stato molto difficile per un giocatore con le mie caratteristiche  avere un posto in una squadra gestita da un allenatore che ha le mie idee di calcio. Ero il classico giocatore di buone qualità tecniche, ma piuttosto lento. E per limare questo mio difetto ho sviluppato l’abilità di giocare sempre molto  rapidamente con uno o due tocchi al massimo, in modo da nascondere le mie lacune da un punto di vista della velocità”.

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