Tardelli: “Mancini bravo e coraggioso a puntare su Barella. Ma davanti serve un attaccante…”

Marco Tardelli, campione del mondo con l’Italia dell’82, è intervenuto questa mattina a RMC Sport Network. Elogi a Mancini e al suo coraggio, ma l’ex centrocampista parla anche di tanto altro…

di Redazione Il Posticipo

Marco Tardelli, campione del mondo con l’Italia dell’82, è intervenuto questa mattina a RMC Sport Network, nel corso del programma “Al VAR dello Sport”. Arrivano elogi a Mancini e al suo coraggio, ma si parla anche di tanto altro… a partire dal “falso nueve” sino alle prospettive future, passando attraverso la scelta del centrocampo a tre.

SCELTE – La Nazionale vista in Polonia è un abbozzo di quella “definitiva”. Una squadra che gioca un calcio propositivo, puntando sui giovani: e l’undici base inizia a prendere forma. “Bisogna dare merito a Mancini di aver continuato a puntare su Barella. Una scelta che avrebbero fatto in pochi. Credo che la strada sia quella giusta, con il gioco al centro del progetto. Probabilmente manca ancora qualcosa in difesa, soprattutto sulla fascia destra e l’assenza di un attaccante che la butti dentro. Il CT sta lavorando bene, ha salvato gli azzurri dalla retrocessione in Lega B e regalando la possibilità di presentarsi in prima fascia per le qualificazioni ai prossimi europei. Quella in Polonia poteva essere una gara difficilissima e pesante per i ragazzi invece si è visto un grandissimo miglioramento”.

MODULO – Tardelli è rimasto impressionato anche dalle scelte del modulo. “Il centrocampo a tre è fantastico. Gioca sempre il pallone senza perderlo mai, almeno per quanto si è visto ieri sera. Se in mezzo girano, anche gli altri reparti ne traggono beneficio”. Resta da risolvere l’incognita legata al “falso nueve”. Tardelli in questo senso ha idee chiare. “Il finale di gara ci ha dato la risposta. Un nove ci vuole. Il gol di Biraghi è arrivato da un assist di Lasagna che è entrato e ha rischiato. Bisognerà trovarlo un attaccante, uno d’area stile Inzaghi o Vieri che poteva risolvere le partite in qualsiasi momento o comunque sfruttare al massimo le occasioni”.

CRESCITA – Restare in serie A in Nations League aiuterà anche ad accumulare importante esperienza. “C’è in effetti un problema in termini di minutaggio ad alti livelli, ma molti di questi giocatori hanno avuto possibilità di fare una certa esperienza nel calcio che conta grazie ai loro club. Barella, che di esperienza non ne ha, mi sembra che mostri comunque una grandissima personalità in campo. Da Chiesa è lecito attendersi qualcosa in più. È un giocatore che, quando vuole, riesce a determinare il ritmo della gara”.

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