Tacchinardi: “Sarri a Napoli era un capopopolo. A Torino un ospite. Non è sbocciato l’amore”

L’ex centrocampista bianconero esprime il proprio punto di vista dopo l’esonero del tecnico

di Redazione Il Posticipo

Alessio Tacchinardi ha analizzato la stagione della Juventus ai microfoni di TMW Radio ed esprime il proprio parere anche sull’esonero di Sarri.

OSPITE – “Non è una partita che determinava le sorti di un tecnico. Credo sia un discorso di empatia. O c’è o non c’è. La squadra o ce l’hai in mano o no.  Sarri non si sentiva a suo agio. A Napoli era un capopopolo alla Juventus è sembrato un ospite. La mia sensazione è che questa idea di calcio fra giocatori, tecnico e ambiente non sia mai sbocciata in amore. Anche a livello di gioco la squadra non ha funzionato. Onestamente pensavo che avrebbe fatto bene, ma vedere la Juventus così spenta e triste e che gioca a fatica è veramente strano. Il progetto non ha funzionato a 360 gradi”.

GIOCATORI  – L’addio di Sarri non dovrebbe essere rimpianto più di tanto.  “Non è comunque solo colpa dell’allenatore. Anche se non c’è empatia, in campo ci vanno i calciatori e in tanti erano in condizione precaria. E con poco mordente. Credo che abbia dato fastidio l’atteggiamento della squadra. Ieri ha vinto Ronaldo e con tutto il rispetto del Lione, uscire con i francesi è veramente un fallimento. Vedere Mandzukic in giro per il mondo e non in campo è un grandissimo errore”. Anche Pjanic si è un po’ lasciato andare. “Credo che il bosniaco abbia ragione. Un conto è uscire con il Real o con il City è un discorso. La squadra deve osare di più. Mi fa specie che al netto del lockdown la Juventus arrivi comunque in difficoltà dal punto di vista fisico”.

FUTURO – Resta da capire se sia una Juventus da rifondare. “Qualche domanda sul mercato occorre farsela. La Juventus  aveva Pogba, Pirlo e Vidal. Rabiot e Ramsey sono andati sotto le aspettative. In avanti c’erano Ronaldo Dybala e mezzo Higuain. Concordo con Andrea Agnelli. Cambierà molte cose. Serve gente affamata e nuova. Anche il tifoso ha bisogno di idoli nuovi in cui identificarsi, fermo restando l’intoccabilità di Cristiano Ronaldo”.

 

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