Szczesny, uno zero da numero uno

Finalmente Szczesny si regala una notte da protagonista: porta immacolata e parate decisive. Se deve giocare d’istinto ha pochi rivali al mondo.

di Redazione Il Posticipo

Finalmente Szczesny. Una partita da protagonista. Primo clean sheet stagionale in Europa ed è sopratutto merito suo. Il portiere bianconero sfodera delle risorse inaspettate per chi non ne conosce pregi e difetti. Szczesny è così: capace di intercettare palloni impossibili e di prendere gol da pivello. Quando è in serata, ha pochi rivali. E la notte di Atene lo ha confermato.

Finalmente Szczesny

Il portiere bianconero gioca finalmente una partita degna del suo talento. C’è poco da fare: quando deve azionare l’istinto ha davvero pochi uguali al mondo. Due parate straordinariamente difficili: la prima, sul colpo di testa colpo sicuro di Djurdjevic, che sfutta una sponda e colpisce di testa dall’alto verso il basso a colpo sicuro. Di mano, lì, non ci si arriva mai. Infatti ci va di piede e nega il pareggio ai greci. Nel secondo tempo, per certi versi, l’intervento è ancora più difficile, sebbene lontano dallo specchio della porta. Quando Marin lo dribbla, il polacco gli ruba il tempo, gli fa perdere il passo.A quel punto l’avversario cerca il contatto. Szczesny prima lo evita e poi ne intercetta il cross con un colpo di reni. Due gol evitati, una prova convincente. Diversamente dai compagni.

Alti e bassi

La Juventus passa in vantaggi,o ma poi si complica la vita. A volte è apparsa sin troppo sufficiente, specialmente sui calci da fermo. La Juventus aveva solamente un risultato per non dover attendere notizie provenienti da Barcellona. Padrona del proprio destino, ma non della partita. Manca un po’ di lucidità. Ancora una volta una prestazione sottotono dal punto di vista tecnico, prima ancora che fisico. Sono stati sbagliati diversi passaggi, c’è stata qualche uscita di troppo palla al piede. La gestione del pallone è stata piuttosto discutibile. Non si può pensare di gestire il gioco da fermi. Di buono c’è che la squadra si è saputa adeguare alla partita, uniformandosi alle pieghe del match, e ha saputo soffrire aggrappandosi anche ai singoli. L’obiettivo era passare il turno. Adesso, però, si farà sul serio. Nel girone ci si può permettere di essere pigri. A febbraio, la Champions è un altro sport. E la Juventus ha dimostrato spesso che sa giocarci molto bene…

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