Svezia, attacco a Ibra: “Distruggeva i compagni e i CT non facevano nulla, nessuno ne parla perchè rischia la rabbia di Zlatan e dei suoi tifosi…”

In Serie A, Zlatan Ibrahimovic sta vivendo una seconda giovinezza. In Svezia però il suo nome è sempre sotto i riflettori e non per questioni di campo. Il giornalista Olof Lundh ha scritto un libro sulla nazionale e la figura del centravanti del Milan non è assolutamente descritta sotto una luce positiva.

di Redazione Il Posticipo

In Serie A, Zlatan Ibrahimovic sta vivendo una seconda giovinezza. Da quando è tornato al Milan, lo svedese ha mostrato una forma invidiabile, confermata anche alla prima di campionato con la doppietta al Bologna e il titolo (per quanto provvisorio) di capocannoniere. Non sorprende dunque che lui stesso sui social si sia autodefinito…Benjamin Button, l’uomo che ringiovanisce col passare degli anni. In Svezia però il suo nome è sempre sotto i riflettori e non per questioni di campo. Come racconta il GoteborgsPoster, il giornalista Olof Lundh ha scritto un libro sulla nazionale e la figura del centravanti del Milan non è assolutamente descritta sotto una luce positiva.

LITE CON ELM – “La nazionale secondo Lundh”, questo è il titolo del volume, in cui molti protagonisti della selezione svedese hanno raccontato in forma anonima le loro esperienze. Alcune delle quali riguardano Zlatan, che viene apertamente accusato di “aver distrutto” diversi compagni di squadra, senza che i CT intervenissero. Il caso più spinoso è quello del 2012, quando il commissario tecnico Hamren, attualmente alla guida dell’Islanda, assiste a una lite tra Ibra e Rasmus Elm. “Zlatan è stato terribilmente duro con Rasmus e lo ha fatto a pezzi, anche se lui ha cercato di rispondere. Hamrén è rimasto a guardare e alla fine ha detto: ‘Rasmus, ora basta.’ Lì Hamrén ha perso molti giocatori, anche quelli che gli erano vicini”.

SILENZIO – Non mancano altri esempi, in cui viene sottolineato un atteggiamento aggressivo da parte di Ibra. Un qualcosa che nel corso degli anni molti compagni di nazionale hanno lasciato sottintendere, ma che non è mai stato affrontato apertamente. E Lundh ha anche un’idea del perchè, spiegandolo nel volume: “Molti hanno sperimentato la rabbia incontrollata di Zlatan, ma intorno ad essa c’è una cultura del silenzio, visti i problemi che ne derivano. Nessuno conferma apertamente la questione perché chi potrebbe farlo sa che rischia la rabbia non solo di Zlatan ma anche dei suoi sostenitori”. Insomma, non proprio un ritratto positivo del centravanti milanista. Che, conoscendolo, non farà mancare le sue risposte al giornalista…

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