Suarez, un cecchino… al veleno: “Quando un centravanti è in forma, va sfruttato”

Uruguaiano trascinatore dell’Atletico in vetta alla classifica.

di Redazione Il Posticipo

Suarez, un cecchino. L’attaccante dell’Atletico Madrid, a dispetto della carta d’identità, ha segnato 14 gol nelle 16 partite di campionato che ha giocato. Numeri che lo rendono il Pichichi della competizione e che fanno sì che abbia già segnato a fine gennaio due gol in più di Morata, capocannoniere dell’Atlético in tutta la scorsa stagione. A 34 anni, sotto la cura di Simeone, il centravanti sta vivendo una seconda giovinezza. E ne ha parlato ad AS.

SIMEONE – Sicuramente, il suo rendimento è cresciuti anche grazie alla collocazione tattica. Suarez ha perso lo scatto, ma resta letale quando si può muovere negli ultimi sedici metri. E l’Atletico ha cucito il proprio gioco su misura ed esigenze dell’ex Barcellona, passando alla cassa. Il sudamericano ha segnato in tutti i modi possibili:  ha otto gol con la gamba destra, quattro di sinistro e due di testa. E nelle ultime giornate ha più segnato che giocato: cinque reti nelle ultime tre partite. E nove in otto di campionato. Letale e senza sprecare nulla. Ha avuto bisogno di 20 tiri in porta per realizzare i suoi 14 gol .

IN FORMA – Il diretto interessato, da buon bomber, non si è lasciato sfuggire l’occasione di ricordare quanto possa essere ancora decisivo. “Se un attaccante è ancora in forma, si deve sfruttare. Non so se riuscirò a mantenere questa forma per tutto l’anno, ma aiuterò la squadra sino a che potrò farlo. Di certo sono numeri importanti. E l’ultima vittoria è arrivata nonostante le assenze. E questo è un ottimo segnale per la squadra”. Numeri da record per lui e l’Atletico. “Abbiamo chiuso a 50 punti, la squadra lavora benissimo, siamo allineati e compatti, sappiamo cosa vogliamo raggiungere e quale sia la via per riuscirvi”.

PUNIZIONE – Suarez si è scoperto anche cecchino. “In realtà ho sempre segnato su punizione, sia al Liverpool che con l’Uruguay, ma quando giocavo al Barcellona c’erano tanti specialisti. E quando c’è Messi è difficile che qualcuno di diverso possa calciare da fermo. Adesso posso calciarle e ne approfitto. Di solito Lemar riesce meglio di me in questa specialità, ma gli ho chiesto di tirare. Del resto, quando si ha il piede caldo c’è maggiore fiducia”.

 

 

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