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Suarez, un cecchino… al veleno: “Quando un centravanti è in forma, va sfruttato”

HUESCA, SPAIN - SEPTEMBER 30: Luis Suarez of Atletico de Madrid is replaced by teammate Diego Costa during the La Liga Santander match between SD Huesca and Atletico de Madrid at Estadio El Alcoraz on September 30, 2020 in Huesca, Spain. Football Stadiums around Europe remain empty due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in fixtures being played behind closed doors. (Photo by Eric Alonso/Getty Images)

Uruguaiano trascinatore dell'Atletico in vetta alla classifica.

Redazione Il Posticipo

Suarez, un cecchino. L'attaccante dell'Atletico Madrid, a dispetto della carta d'identità, ha segnato 14 gol nelle 16 partite di campionato che ha giocato. Numeri che lo rendono il Pichichi della competizione e che fanno sì che abbia già segnato a fine gennaio due gol in più di Morata, capocannoniere dell'Atlético in tutta la scorsa stagione. A 34 anni, sotto la cura di Simeone, il centravanti sta vivendo una seconda giovinezza. E ne ha parlato ad AS.

SIMEONE - Sicuramente, il suo rendimento è cresciuti anche grazie alla collocazione tattica. Suarez ha perso lo scatto, ma resta letale quando si può muovere negli ultimi sedici metri. E l'Atletico ha cucito il proprio gioco su misura ed esigenze dell'ex Barcellona, passando alla cassa. Il sudamericano ha segnato in tutti i modi possibili:  ha otto gol con la gamba destra, quattro di sinistro e due di testa. E nelle ultime giornate ha più segnato che giocato: cinque reti nelle ultime tre partite. E nove in otto di campionato. Letale e senza sprecare nulla. Ha avuto bisogno di 20 tiri in porta per realizzare i suoi 14 gol .

IN FORMA - Il diretto interessato, da buon bomber, non si è lasciato sfuggire l'occasione di ricordare quanto possa essere ancora decisivo. "Se un attaccante è ancora in forma, si deve sfruttare. Non so se riuscirò a mantenere questa forma per tutto l'anno, ma aiuterò la squadra sino a che potrò farlo. Di certo sono numeri importanti. E l'ultima vittoria è arrivata nonostante le assenze. E questo è un ottimo segnale per la squadra". Numeri da record per lui e l'Atletico. "Abbiamo chiuso a 50 punti, la squadra lavora benissimo, siamo allineati e compatti, sappiamo cosa vogliamo raggiungere e quale sia la via per riuscirvi".

PUNIZIONE - Suarez si è scoperto anche cecchino. "In realtà ho sempre segnato su punizione, sia al Liverpool che con l'Uruguay, ma quando giocavo al Barcellona c'erano tanti specialisti. E quando c'è Messi è difficile che qualcuno di diverso possa calciare da fermo. Adesso posso calciarle e ne approfitto. Di solito Lemar riesce meglio di me in questa specialità, ma gli ho chiesto di tirare. Del resto, quando si ha il piede caldo c'è maggiore fiducia".