Suarez racconta il suo calvario: “Avevo il bacino pieno di liquido, sentivo dolore anche quando starnutivo…”

Suarez racconta il suo calvario: “Avevo il bacino pieno di liquido, sentivo dolore anche quando starnutivo…”

Un infortunio può cambiare le sorti di una stagione o di una carriera. Ma può avere anche un grande impatto sulla vita di tutti i giorni di un calciatore. Lo spiega l’ex Barcellona Denis Suarez, che ha raccontato il suo calvario nei mesi che ha trascorso in prestito all’Arsenal.

di Redazione Il Posticipo

Un infortunio può cambiare le sorti di una stagione o di una carriera. Ma può avere anche un grande impatto sulla vita di tutti i giorni di un calciatore. Molti giocatori hanno raccontato storie quasi infernali, di dolori lancinanti e impossibilità di muoversi a causa di problemi legati al calcio. C’è chi, come Gago, non poteva poggiare il tallone sul letto senza provare l’effetto di una coltellata. Batistuta ha spesso raccontato che per i dolori alla caviglia ha pregato il suo dottore di amputargli le gambe. E alla lunga lista si aggiunge anche l’ex Barcellona Denis Suarez, che ha raccontato il suo calvario a Goal.

INFORTUNIO – Lo spagnolo, una delle promesse della Masia degli ultimi anni, ora gioca con il Celta Vigo, ma lo scorso anno ha passato metà stagione in prestito all’Arsenal. Per lui quella con i Gunners non è stata un’esperienza da ricordare, anzi. E non solo per le sole sei presenze, ma anche e soprattutto per il motivo del suo mancato impiego: un infortunio che lo ha tenuto fuori dal campo per mesi e che gli ha creato parecchi problemi. “Ho debuttato contro il City, ma alla prima trasferta mi sono infortunato. Pensavo di essermi lesionato l’adduttore, perchè riuscivo a malapena a poggiare il peso sulla gamba o a muoverla. Ma gli esami hanno mostrato che non c’era niente di lesionato, avevo un enorme accumulo di liquido nel bacino. E non riuscivo a fare un passo senza sentire dolore”.

FRUSTRANTE – L’errore più grande? Cercare di continuare. “Mi allenavo, perchè non volevo fermarmi dopo appena due settimane dal mio arrivo, ma non riuscivo mai ad essere al 100% o neanche al 50. Non potevo neanche calciare in porta”. Impossibile scendere in campo e allenarsi, ma anche fuori dal terreno di gioco le cose non vanno meglio per Suarez. “La cosa più frustrante era che l’infortunio mi impediva di fare anche le cose più normali. Provavo dolore mentre dormivo, a salire o scendere le scale, persino quando starnutivo…”. Ora l’infortunio è alle spalle e al Celta lo spagnolo sembra aver trovato di nuovo la felicità. Anche se la paura c’è ancora. “Ogni tanto non mi sento ancora del tutto tranquillo, ma sto lavorando giorno e notte per dimenticare questa storia”. Non semplice, quando anche uno starnuto può causare dolore…

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