Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Suarez: “Quando ho firmato per il Liverpool, mi sono ricordato che ci giocavo alla Playstation”

(Photo by Fran Santiago/Getty Images)

Liverpool - Atletico Madrid, una partita speciale per Luis Suarez che conosce benissimo cosa significhi giocare e vincere con entrambe le squadre.

Redazione Il Posticipo

Liverpool - Atletico Madrid, una partita speciale per Luis Suarez che conosce benissimo cosa significhi giocare e vincere con entrambe le squadre. In una lunga intervista rilasciata al sito della UEFA l'attaccante sudamericano ha ripercorso la sua esperienza sul Merseyside. 

PLAYSTATION - L'attaccante ha ricordato il momento della firma con i reds. "Quando ho firmato per il Liverpool, mi sono ricordato che era la squadra per cui giocavo alla PlayStation. Qualsiasi calciatore vorrebbe giocare lì, è stato fantastico vivere l'atmosfera ad Anfield dove ogni giocatore scende in campo, deve rendersi conto che deve impegnarsi per il club che rappresenta. Poter condividere lo spogliatoio con giocatori come Gerrard è stato fantastico per me.  Liverpool è un mondo a parte. Basti pensare al testo dell'inno: puoi subire un infortunio, giocare male, ma se dai il massimo non smetteranno mai di credere in te. Non ti lasceranno camminare da solo non è solo una canzone rappresenta davvero l'amore dalla gente per la squadra.  È incredibile, e ti dà fiducia".

GERRARD - La figura di Gerrard è stata fondamentale nella sua esperienza. "Quando Brendan è subentrato nel luglio 2012 ho avuto l'opportunità di firmare per altri club che mi hanno contattato, ma mi ha chiamato al telefono quando ero in Uruguay.  Mi piaceva la sua convinzione, la filosofia che voleva attuare nel club, quindi ho parlato con il mio agente e il club per dire che non volevo lasciare. Poi ho parlato con Gerrard. Mi ha aperto un mondo spiegandomo che se avessi giocato ad alti livelli, sarei potuto andare  al Bayern Monaco, al Real Madrid o al Barcellona, mi ha fatto capire che avrei avuto la possibilità di scegliere, restando un anno in più".

AVVERSARIO - Questa volta li affronterà da avversario. E c'è da ribaltare il 2-3 del Wanda. "In Champions League, i dettagli possono essere decisivi. Ogni minimo errore lo paghi. Simeone, in questo senso aiuta parecchio. Quando il giocatore non ha molta fiducia nell'allenamento, viene a parlarti e ti convince l'ultima partita non ha significato nulla. E che se qualcosa non è andata bene, si deve continuare a provare. Credo sia uno dei migliori allenatori al mondo e la sua carriera parla per lui".