Suarez a tutto campo: “Mi hanno disprezzato, fossi rimasto al Barça ogni cosa andata storta sarebbe stata colpa mia. Io e Messi non decidevamo niente”

Il nuovo Luis Suarez fa paura…quanto il vecchio. Anzi, numeri alla mano anche di più. E questa rinascita del Pistolero è anche merito…del Barcellona, o almeno del modo in cui è stata mostrata la porta al centravanti. Lo conferma lo stesso Suarez, spiegando come sono andati quei giorni complicati.

di Redazione Il Posticipo

Il nuovo Luis Suarez fa paura…quanto il vecchio. Anzi, numeri alla mano anche di più. L’uruguaiano è il Pichichi della Liga con 14 reti ed è uno dei trascinatori dell’Atletico Madrid che sta dominando il campionato spagnolo. E il Pistolero dell’ultima stagione a Barcellona, quello che sembrava destinato a un calo nella parte finale della sua carriera, è improvvisamente un lontano ricordo. Ed è anche merito…dei blaugrana, o almeno del modo in cui è stata mostrata la porta al centravanti. Lo conferma lo stesso Suarez parlando a El Transistor de Onda Cero e spiegando come sono andati quei giorni complicati.

DISPREZZATO – “Quando il Barça ha reso ufficiale il fatto che non contava più su di me, ho cominciato a parlare con l’Atletico. Volevo prendere la decisione giusta per me e per la mia famiglia. Quando il Barça mi ha detto che non avrebbe più contato su di me è stata dura, non me lo aspettavo. Ed è stato difficile anche per i modi, mi ha chiamato Koeman e mi ha detto che non facevo parte dei suoi piani. Per come mi hanno trattato, mi sono sentito disprezzato, mia moglie e i miei figli mi vedevano triste quando mi andavo ad allenare e poi è stato il momento di dire ai bambini che avrei cambiato squadra. Non ho posto alcune condizione, volevo facilitare le cose, non creare problemi”. Un po’ quello che aveva già spiegato al momento di andarsene da Barcellona e quello che aveva sottolineato anche Messi nel momento di massima polemica nei confronti della società.

(Photo by David Ramos/Getty Images)

COLPA DI SUAREZ – Ora all’Atletico Suarez…è tornato Suarez. “Quello che mi fa stare tranquillo e felice è sentirmi valorizzato, molta gente pensava che fosse facile giocare nel Barcellona e segnare 20 gol a stagione. Ma non lo è, c’è parecchia pressione. E oggi come oggi mi viene riconosciuto che i gol che ho segnato li ho fatti per merito mio. Potevo tranquillamente rimanere al Barcellona, ma credevo in me stesso, posso chiudere la mia carriera giocando. E se fossi rimasto, ogni minima cosa andata storta con me in campo sarebbe stata ‘colpa di Suarez’. Quindi dovevo cambiare, per orgoglio, per dimostrare quello che valgo”. Un qualcosa che forse toccherà anche a Messi. Il Pistolero però non si sbilancia. “Sta bene, è contento. Come amico sono contendo del livello che sta mostrando, non per niente è il migliore al mondo. Ora deve prendere una decisione, non so se in futuro giocheremo di nuovo assieme”. A proposito di scelte, Suarez ci tiene a smentire la storia che lo ritrae come il boss dello spogliatoio assieme a Messi. “Dicevano che io e lui prendevamo le decisioni, ma non era così. Lui diceva sempre ‘facessero quello che vogliono, a me non hanno chiesto niente'”. E visto come stanno andando le cose, la dirigenza sembra non aver fatto benissimo.

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