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Stroppa: “Anche al Milan Berlusconi parlò di scudetto e Champions. Mi godo la promozione, poi alleno chi avrò”

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Il Monza per la prima volta in serie A. Una impresa firmata da Giovanni Stroppa.

Redazione Il Posticipo

Il Monza per la prima volta in serie A. Una impresa firmata da Giovanni Stroppa. Il tecnico, alla sua seconda promozione dalla B alla A dopo aver regalato la massima serie al Crotone, ha tracciato un bilancio della stagione ai microfoni di Sky Sport.

STORIA - Stroppa si è legato per sempre al Monza, qualunque cosa accada, è il tecnico della prima promozione in serie A. "Ne sono consapevole, è bellissimo. Ho accettato anche per questo. Oltre alle questioni sportive c'era una storia da scrivere. Il Monza ha sfiorato più volte la promozione senza mai centrarla, quindi me la godo. Ci sono state delle difficoltà oggettive. Tanti giocatori importantissimi erano fuori dei mesi e questo ha rallentato un po' il percorso. Poi  è arrivato il covid ed è stato un nuovo stop. La squadra è rimasta un po' sulle gambe poi si è ripresa, il gruppo è cresciuto, ha mantenuto la classifica a ridosso dei play off e ha raccolto i frutti nella parte finale della stagione con un girone di ritorno straordinario. La svolta è stata la vittoria a Cittadella. Ci ha dato la consapevolezza di poter vincere il campionato anche quando aver mancato la promozione diretta poteva tagliarci le gambe. Ho dedicato la vittoria allo staff perché lo merita".

AMBIZIONI -  Stroppa ha ricambiato la fiducia della società. "Non era scontato né semplice. Vale doppio per le responsabilità e il rapporto che avevo con la proprietà che mi conosceva bene. Facevo parte di quel Milan e c'era un rapporto da calciatore ma da allenatore sapevo sarebbe stato diverso. Li immaginavo più condizionanti, invece sono stati presenti e motivanti. Galliani è stato sempre una spalla. Con Berlusconi ci confrontavamo su scelte e lavoro svolto ma sempre con un rispetto incredibile nei miei confronti".  Il Monza è ambizioso. Berlusconi si è lanciato in promesse... impegnative. "Ero presente ad Arcore, quando Berlusconi si insediò da presidente. Anche allora parlò di vittorie e dopo un anno e mezzo è puntualmente accaduto. Non so se succederà anche questa volta, ma non è il momento di affrontare questo discorso. Sono certo che nelle prossime settimane si fisseranno obiettivi e budget. Il mio compito è svolgere il mio lavoro indipendentemente dalla squadra che avrò a disposizione".