Striscione “White lives matter”: la fidanzata del presunto autore viene… licenziata

Lo striscione “White Lives Matter” che ha sorvolato l’Etihad Stadium prima della partita di lunedì è sembrato più una provocazione che l’espressione di un parere. Il presunto responsabile, un uomo di nome Jake Hepple, è venuto allo scoperto sui social e ora… la sua fidanzata è stata licenziata.

di Redazione Il Posticipo

Ci sono tanti modi per esprimere un parere, eticamente condivisibile o meno che sia. Certo è che scimmiottare un messaggio importantissimo come quello della campagna del momento “Black Lives Matter” non può in alcun modo essere tollerato. Qualsiasi fosse il fine. Lo strisicione “White Lives Matter” che ha sorvolato l’Etihad Stadium prima della partita di lunedì è sembrato più una provocazione. Il presunto responsabile, un uomo di nome Jake Hepple, è uscito allo scoperto sui social e ora… la sua fidanzata è stata licenziata.

ARGOMENTI DA EVITARE – La ragazza, Megan Rambadt, come riporta il Mirror, avrebbe pubblicato sui social diversi post a sostegno dell’atto del suo compagno. Pare che certe espressioni utilizzate dalla Rambadt non siano piaciute ai piani superiori. La donna lavorava presso un centro di cura del piede e riflessologia plantare. A quanto risulta, sul lavoro, non aveva mai preso certi argomenti tanto che, una volta venuto a galla il tutto, il centro presso il quale esercitava ha deciso di licenziarla. Riagandola, in un certo senso, con la sua stessa moneta: i social.

LE NOTE –È stato portato alla nostra attenzione che uno dei nostri impiegati stia postando pubblicamente e tweettando commenti di una natura aborrevolmente razzista. È stato un fulmine a ciel sereno, visto che la donna in questione non ha mai mostrato, insinuato o agito in maniera tale da suggerire che nutrisse certi sentimenti o opinioni. Vorremmo ringraziare la persona che ha riportato questi commenti alla nostra attenzione e assicurarle che affronteremo la questione internamente”. Poco dopo, concludono: “Prima abbiamo postato una dichiarazione in cui ci proponevamo di provare ad aiutare Megan pagandole un corso intensivo sulla sensibilità sul razzismo pur sapendo che ciò avrebbe potuto mettere la nostra reputazione i discussione. Dopo diverse conversazioni con Megan, comunque, abbiamo deciso che è meglio per Megan e per noi di terminare il suo impiego con effetto immediato”.

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