Calle Iniesta e Sir Alex Ferguson Way: toponomastica da campioni

In molti paesi c’è l’abitudine di dedicare strade o luoghi pubblici a personaggi famosi ancora in vita. E quindi non stupitevi se in giro per il mondo troverete un vicoletto con il nome del vostro campione preferito.

di Francesco Cavallini

In Italia dedicare strade, vie o luoghi pubblici a persone ancora in vita è considerato un atto di cattivo gusto e, per i più scaramantici, anche di cattivo auspicio. La stessa cosa non vale però in altre parti del mondo, dove personaggi più o meno famosi vengono celebrati attraverso la toponomastica. Naturalmente, le celebrità del mondo dello sport non scampano a questa regola, come dimostra il caso di Fernando Torres, che a suo nome ha addirittura uno stadio. L’ultimo in ordine di tempo a vedersi dedicare una strada è stato il centrocampista del Manchester United Nemanja Matic da parte, neanche a dirlo, della sua città natale, Ub, a 60 km da Belgrado. Di certo la cosa avrà suscitato l’ilarità del suo manager, Josè Mourinho, che ovviamente ha anche lui la “sua” via a Setubal.

Sir Alex Ferguson e la toponomastica di Manchester

E questa tendenza deve essere qualcosa che ha decisamente a che fare con la città di Manchester, visto che forse l’esempio più lampante è quello dei due viali accanto ad Old Trafford. Uno è stato ovviamente intitolato a Sir Matt Busby, lo storico allenatore dei Red Devils tra gli anni Quaranta e gli anni Settanta. L’altro, beh, ha cambiato nome di recente (nel 2013) ed è stato dedicato all’altro gigante della panchina dello United. Chi si reca a vedere le partite casalinghe di Ibrahimovic, Pogba e soci può infatti arrivare allo stadio percorrendo Sir Alex Ferguson Way. Considerando che al manager scozzese è stata dedicata anche una delle tribune dello stadio, non è così sbagliato sostenere che il suo arrivo a Manchester abbia…rivoluzionato la toponomastica della città.

Calle Andres Iniesta

A proposito di gente dalla bacheca piena, cosa bisogna fare per farsi intitolare una strada in Spagna? Basterà vincere otto volte la Liga, sette la Supercoppa di Spagna, cinque la Coppa del Re, quattro la Champions League, tre la Supercoppa europea e il Mondiale per club? O serve anche aggiudicarsi con la Roja due campionati d’Europa e una Coppa del Mondo, tra l’altro segnando la rete decisiva? Sì e…no, perché è vero che la città di Fuentealbilla ha dedicato ad Andres Iniesta, il suo figlio più celebre, una strada, ma l’ha fatto con parecchi anni di anticipo, quando il Cavaliere Pallido aveva già cominciato a vincere e a stupire il mondo, ma non era ancora la leggenda del calcio che è oggi. Calle Andres Iniesta esiste infatti dal luglio 2008, quando il Comune ha deciso di celebrare la vittoria dell’europeo da parte dell’allora ventiquattrenne centrocampista.

Ozil e Park, profeti in patria (più o meno…)

Ci sarebbe da menzionare anche qualche altro esempio, come una improbabile Mesut Özil Caddesi, strada dedicata al calciatore tedesco di origine turca nel cuore dell’Anatolia, zona di provenienza della sua famiglia. Ma per chiudere dobbiamo doverosamente tornare… a Manchester. O almeno a qualcuno che ha vestito la maglia dei Red Devils. In concomitanza con il mondiale casalingo del 2002, in Corea del Sud hanno infatti deciso di intitolare una delle strade della cittadina di Suwon a Park Ji-Sung, Che all’epoca aveva appena 21 anni ed era la stella dei Kyoto Purple Sanga. E che in quell’anno è diventato il primo coreano ad ottenere il titolo di MVP del campionato giapponese, oltre ad aggiudicarsi probabilmente il primato di persona vivente più giovane a cui sia mai stata intitolata una strada. Del resto, per diventare un mito non c’è mica un limite di età, no?

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