Stovini: “I difensori di oggi sono scarsi. Fare peggio dei Della Valle a Firenze è difficile. Chiesa alla Juve? Il suo silenzio fa pensare che…”

Stovini: “I difensori di oggi sono scarsi. Fare peggio dei Della Valle a Firenze è difficile. Chiesa alla Juve? Il suo silenzio fa pensare che…”

Sul campo ci ha messo la faccia e non ha smesso di farlo nella sua seconda vita. Oggi Lorenzo Stovini non riconosce più il suo sport, ma non ha smesso di seguirlo e di tifare per la sua Fiorentina, lasciando una porta aperta per un suo ritorno nel calcio…

di Redazione Il Posticipo

Cuore viola

Un difensore vecchio stampo, di quelli che ogni domenica dovevano sudare sette camicie per spuntarla contro i campioni della A. Lorenzo Stovini ha giocato la sua ultima stagione nella massima serie nel 2008-09 e tanto gli basta per notare come il calcio di oggi sia tutta un’altra cosa. Stovini è stato un punto fermo della difesa italiana di provincia per una decina di anni. Vicenza, Reggio Calabria, Lecce, Catania ed Empoli sono state le stazioni del suo viaggio, la sua Firenze è rimasta un sogno. Nel 2015 Stovini è tornato in campo col Casellina, la squadra della sua Scandicci, e lo ha fatto per divertirsi. Questo sport continua ad essere soprattutto passione per il difensore classe 1976 che segue la sua Fiorentina con amore e lascia aperta una porta per un ritorno nel calcio nella sua seconda vita.

Lorenzo, le manca giocare a calcio?
No, non mi manca. Ormai sono passati tanti anni da quando ho smesso. Penso che a un certo punto uno debba farsene una ragione che il tempo passa. Potevo giocare ancora per diverse stagioni, ma non c’erano secondo me né i presupposti né i modi per andare avanti.

Dopo la breve esperienza a Brescia nel 2013, tre anni dopo lei è tornato in campo col Casellina: che esperienza è stata?
Ho dato una mano alla società dilettantistica di Scandicci in seconda categoria, l’ho fatto per divertirmi e ho giocato qualche partita. Dopo ho allenato i ragazzi del 2001 per un anno, poi ho fatto il direttore sportivo. Alla fine starci gratis non mi andava…. Sono riusciti a comportarsi male anche lì e ho lasciato perdere.

(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Nella sua seconda vita ci sarà ancora il calcio?
Al giorno d’oggi è difficile dirlo, uno ci può sempre sperare, ma ci devono essere le condizioni giuste. Ho il patentino da allenatore e da direttore sportivo, ma oggi è tutto un po’ complicato. Non lo è se hai agganci e hai lisciato chi di dovere. Io non ho mai ragionato così, probabilmente mi ritroverò fuori anche per questo. Nella mia carriera non ho giocato in grandi squadre, ma ho fatto 350 partite in Serie A. Quando uno smette però non conta essere stato calciatore, devi abbassare sempre la testa e dire di ‘sì’. Io non sono mai stato un fenomeno, ho fatto una bella carriera e non è poco. Rimanere nel giro però non è semplice.

Lei è un grande tifoso della Fiorentina: come è stato per lei affrontarla da avversario?
Io la tifavo sempre e andavo in curva, ma quando scendevo in campo cercavo sempre di fare il meglio per la squadra in cui si giocavo, anche se era sempre una bella emozione avere i colori viola di fronte agli occhi.

Come vede la nuova Fiorentina di Commisso?
Fare peggio dei Della Valle è difficile, presumo che Commisso farà meglio. Adesso siamo sulle ali dell’entusiasmo, vedremo più avanti se arriverà qualche acquisto importante. C’è da rifare una squadra, c’è da sistemare il discorso Chiesa. Tutto dipenderà anche dagli acquisti che verranno fatti e quale sarà l’obiettivo generale, ma fare peggio di questi ultimi anni è difficile. Se il campionato fosse durato altre due giornate, la Fiorentina sarebbe retrocessa in B.

Sotto quale aspetto hanno sbagliato i Della Valle?
Quando sono arrivati non c’era niente, la Fiorentina era in C. Negli anni il rapporto tra loro e i tifosi è cambiato. Puoi anche essere un imprenditore, ma se ti butti nel calcio devi avere un po’ di passione e capire come rapportarti con la piazza. Ai tifosi questa cosa non è piaciuta e ci sono stati problemi. Quando la Fiorentina è stata prima in classifica, i Della Valle non hanno comprato nessuno. C’era questo disinteresse e questo approccio imprenditoriale. Ai tifosi non piace vedere la Fiorentina vivacchiare. Poi i Della Valle non avevano nemmeno troppo interesse secondo me.

Che idea si è fatto della situazione Chiesa? Commisso ha parlato della Juve con toni duri…
Ha solo detto la verità. In Italia la Juve domina perché non c’è nessuno, in Europa fa fatica. Ha detto che dovrebbe cambiare qualcosa da noi, ma finché la Juve è questa qui può mettere in campo chi vuole e non ha problemi. Finché le altre squadre non si attrezzano e non fanno qualcosa di più è difficile batterla. Per la legge dei grandi numeri ci sta che qualche volta non vinca, ma ora è più forte. In Europa è diverso: la Champions è una competizione, non è un campionato. La Juve ha ribaltato una partita incredibile con l’Atletico, poi è andata fuori, ma nessuno se lo aspettava. Contano gli episodi. Per quello che riguarda Chiesa, lui vorrebbe andare a giocare le coppe e magari sta pensando a cosa fare. Commisso lo vuole tenere, ma lui potrebbe volersi confrontare con palcoscenici più importanti e questa è una bella gatta da pelare. Anche se il contratto ce l’ha con la Fiorentina, tenere un calciatore controvoglia è sbagliato. Poi magari rimarrà a Firenze, ma finora non ha detto nulla al riguardo e questo un po’ fa pensare…

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