Stadio della Roma, è finita la telenovela, ora si comincia sul serio

Fine della telenovela burocratica, lo stadio della Roma si farà. La Conferenza dei servizi ha dato l’ok con prescrizioni. Posa della prima pietra nella primavera del 2018. Ecco il riassunto degli ultimi sei anni…

di Redazione Il Posticipo

Serviva una fine per cominciare. Il 5 dicembre è una giornata storica per la Roma e il calcio italiano. Anche i giallorossi possono infatti iscriversi nelle società che annoverano lo stadio di proprietà. Dopo Juventus, Udinese e Frosinone, anche la Roma avrà la sua nuova casa. La conferenza dei Servizi ha dato l’ok: i lavori per lo Stadio della Roma inizieranno nel primo trimestre del 2018 e si chiuderanno nel 2021. Esattamente dieci anni dopo l’inizio della presidenza americana.

Stadio della Roma, la storia inizia nel 2011

Nell’estate del 2011 Thomas Di Benedetto diventa presidente della Roma, dopo che il nuovo CDA approva il bilancio. L’avvento della società americana coincide con le pratiche per la richiesta della costruzione del nuovo stadio. Nel 2012 Pallotta assume le redini della società e nel dicembre dello stesso anno comunica di aver trovato l’accordo con il costruttore Luca Parnasi. La Roma avrà un nuovo stadio, che sorgerà nell’area di Tor di Valle.

Marino e Pallotta in Campidoglio

2013/2014: il nuovo Sindaco e il progetto

Nel 2013 Roma, politicamente, ha il suo bel da fare: il 26 maggio non è solo la data del derby, ma anche quella dell’elezione del nuovo Sindaco. Ignazio Marino non supera la soglia del 50% ma stravince il ballottaggio con il primo cittadino uscente. La Roma, nel frattempo, ha scelto l’architetto che curerà il progetto: è Dan Meis, specializzato in opere sportive. Il nuovo Sindaco ha intenzione di riqualificare diverse porzioni di territorio, fra cui proprio Tor di Valle e sposa il progetto di Pallotta. Nel marzo del 2014 vi è la presentazione ufficiale del plastico in Campidoglio. A giugno la Roma presenta l’intero progetto, che comprende lo stadio, le infrastrutture e gli altri edifici. 800 pagine di dossier, compresi i costi di realizzazione. L’obiettivo è porre la prima pietra entro fine anno e chiudere la costruzione dello Stadio della Roma nel 2017….

2015/2016: Il braccio di ferro

Ma Roma si conferma una città complessa da gestire. Marino chiude la sua avventura in Campidoglio ratificando le dimissioni. Si torna al voto e Virginia Raggi è la prima donna ad essere eletta Sindaco di Roma. La Roma, invece, si trova davanti alla terza giunta in cinque anni. A giugno arriva il progetto completo, ma viene bocciato. Il Campidoglio non ritiene vi siano i parametri di conformità alla pubblica utilità. Lo Stadio rischia di franare, ancora prima della posa della prima pietra. Ma Pallotta non ci sta: presenta riscorso.

Il 2017: il vincolo della discordia, quindi la svolta definitiva

La Trbuna dell’Ippodromo di Tor di Valle
A Febbraio del 2017, il Campidoglio invia alla Regione il suo parere unico sul progetto stadio. Pesa il vincolo sulla tribuna di Tor di Valle e anche quello della cubatura. I grattacieli, a Tor di Valle, non si possono erigere, in quanto l’ippodromo ha una valenza architettonica da salvaguardare. La tribuna, costruita da Lafuente nel 1959, non si può abbattere. Valenza fa quasi rima con pazienza. E Pallotta ne ha quanto quella di Giobbe. Non molla. Il Comune pone delle condizioni. Alla fine si trova l’accordo in un comunicato congiunto in Campidoglio con la Raggi e Baldissoni che annunciano il “sì” al nuovo progetto dello Stadio della Roma.
Baldissoni e la Raggi in Campidoglio
Viene approvata anche la VIA che non è l’ok ma la Valutazione di Impatto Ambientale. Scende in campo persino la politica nazionale. Il ministro Lotti prende in mano la situazione: una telefonata sblocca l’impasse del ponte di Traiano (infrastruttura compresa nel progetto). La Regione convoca la Conferenza. E finalmente arriva il “sì”. Stavolta è davvero finita. E, paradossalmente, si può iniziare.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy