Quando spariva non si giocava più: la storia del pallone da calcio

Quando spariva non si giocava più: la storia del pallone da calcio

L’evoluzione della sfera in un secolo e mezzo di football: dal cuoio pesante ai materiali sintetici. E il racconto di tre partite sospese perché i palloni erano finiti

di Adriano Stabile

Colpito, sporcato, preso a calci e a schiaffi. È il “maltrattato” pallone il vero protagonista dei campi di calcio: apparentemente immutabile nel corso di un secolo e mezzo di storia dello sport più amato al mondo, in realtà anche il pallone ha vissuto una profonda evoluzione nel corso dei decenni. Caratteristiche, metodi di fabbricazione e materiali sono mutati pur nel rispetto del regolamento che fissa parametri ben precisi.

Storia, evoluzione e curiosità del pallone da calcio

Le caratteristiche del pallone sono disciplinate dalla regola 2 del regolamento ufficiale del gioco del calcio. Deve avere forma sferica, una circonferenza tra i 68 e i 70 centimetri, una pressione compresa tra 0,6 e 1,1 atmosfere e un peso che oscilla tra i 410 e i 450 grammi all’inizio della gara. C’è da sfatare un mito: non è vero che i palloni moderni sono più leggeri rispetto a quelli di una volta perché il regolamento, a proposito del peso, non è cambiato. Il fatto che i palloni di oggi siano più “veloci” e imprevedibili per i portieri è dovuto all’evoluzione dei materiali, impermeabili (non assorbendo l’umidità i palloni non si appesantiscono) e più aerodinamici.

Pallone calcio storia evoluzione
Pelé con il pallone dei Mondiali 1962

Non c’è il pallone, tutti a casa

Il regolamento prevede che «se il pallone diviene difettoso il gioco deve essere interrotto e ripreso con un nuovo pallone con una rimessa dell’arbitro nel punto in cui si trovava il pallone quando si è reso inutilizzabile». La guida dell’Associazione Italiana Arbitri prevede inoltre che qualora venissero a mancare tutti i palloni il direttore di gara «assegnerà un tempo ragionevole, a sua discrezione, perché la squadra ospitante possa reperire almeno un pallone idoneo per poter proseguire la gara. Trascorso infruttuosamente tale tempo, sospenderà definitivamente la gara facendo menzione dell’accaduto nel rapporto di gara».

Il derby veneto del 1920 sospeso per mancanza di palloni

Nella storia del calcio, soprattutto ai tempi “pionieristici”, è accaduto che qualche partita fosse sospesa per mancanza di palloni da gioco. Il 19 dicembre 1920 il derby Dolo-Padova di Prima Categoria (l’attuale Serie A), valido per il girone B del Veneto, fu sospesa al 70’ sul risultato di 5-1 per il Padova. Erano finiti tutti i palloni disponibili e la gara non poteva essere completata. La Figc decise di omologare il risultato del campo di 5-1 per gli ospiti.

Pallone evoluzione materiali
Un pallone irregolare degli anni Trenta

Nel 1922 il tentativo fallito con un pallone non regolamentare

Il 2 luglio 1922 lo spareggio a Brescia per l’ammissione al nuovo campionato di massima divisione nazionale tra Derthona e Vicenza venne interrotto, a quattro minuti dalla fine, perché, complice il caldo, quattro palloni scoppiarono uno dopo l’altro. In tutta Brescia non si trovò un nuovo pallone regolamentare e alla fine ne venne rimediato uno, pur troppo grosso, per giocare gli ultimi minuti del match, che vide il Derthona imporsi per 3-1. Il Vicenza, sconfitto, fece però ricorso e la gara fu ripetuta per errore tecnico. Il 9 luglio 1922, nel “replay” a Legnano, il Derthona vinse ancora, stavolta per 4-0.

Storia pallone calcio
Il pallone federale, usato ai Mondiali del 1934 in Italia (foto worldcupballs.info)

In Algeria i tifosi fermano il match rubandosi i palloni

In epoca moderna si ricorda il caso del 13 gennaio 2005 quando, in una partita tra MC Orano e OMR El Annasser, nel campionato algerino, finirono tutti i dieci palloni a disposizione e la gara fu interrotta all’81’ minuto. Con gli ospiti in vantaggio per 3-0 (reti di Djelloul Ouhala al 25’ e doppietta di Nabil Hemani al 45’ e 57’), i tifosi di casa hanno pensato bene di non restituire ciascun pallone ogni volta che finiva sugli spalti. Quando anche il decimo pallone è finito tra il pubblico senza che venisse restituito, l’arbitro non ha potuto far altro che sospendere la partita nonostante mancassero ancora nove minuti da giocare. La federcalcio algerina ha poi omologato il risultato di 0-3 maturato sul campo e i padroni di casa dell’MC Orano hanno dovuto pagare una multa di 20.000 dinar algerini.

L’evoluzione dei materiali: i primi palloni in pelle di mucca.

I primi palloni da calcio erano generalmente fatti da vesciche di maiale. Sin dai primi regolamenti del football, redatti in Inghilterra dal 1857 in poi, si decise che la sfera di gioco doveva avere una circonferenza di 27-28 pollici (68-71 centimetri), che equivalgono alle misure attuali. Le britanniche Mitre e Tomlinson furono le prime due aziende a fabbricare palloni con continuità, in concomitanza con la nascita del campionato inglese, nel 1888. All’epoca le sfere da calcio erano fatte con la pelle dalla groppa della mucca (la parte del dorso compresa tra i lombi e la coda) o con la pelle della spalla dello stesso animale.

Pallone T Model
Il pallone T-Model usato ai Mondiali 1930 (foto Oldelpaso-Wikipedia)

Palloni pesanti e irregolari fino agli anni ’50

I primi palloni erano formati da 18 sezioni, cucite tra loro dentro e fuori. La sfera veniva gonfiata attraverso una fessura che poi veniva definitivamente cucita. All’inizio del XX secolo è stata introdotta la camera d’aria in gomma. Fino agli anni ’50 i palloni, anche ai massimi livelli, risultavano spesso cuciti in modo irregolare e pesanti, soprattutto con la pioggia. La pelle infatti assorbiva l’acqua rendendo la sfera di gioco difficilmente controllabile, soprattutto sui colpi di testa e per le uscite alte dei portieri. In una puntata del programma tv romano “Goal di Notte” del 1990 l’allenatore svedese Nils Liedholm, che fu un grande calciatore negli anni ’40 e ’50, raccontava di come lui e i suoi compagni di squadra si passassero meravigliati e soddisfatti un pallone quando, prima di un match, se lo ritrovavano tra le mani perfettamente rotondo.

Pallone anni 50
Lo Swiss World Champions del 1958 (foto worldcupballs.info)

La Mitre colora i palloni di bianco

L’azienda Mitre, in Inghilterra, fu la prima a colorare i palloni di vernice bianca per renderli visibili a calciatori e pubblico sui campi infangati del Regno Unito, alla fine degli anni ’50. Fino al 2000 la Mitre è stata fornitrice ufficiale dei palloni della Premier League. Il pallone Ultimax della Mitre aveva una velocità fino al 25% superiore rispetto ai precedenti, pur nel rispetto del peso previsto dal regolamento.

Nel 1970 arriva il Telstar bianconero dell’Adidas

La maggior parte dei palloni moderni è composta da 32 pannelli di cuoio (o plastica) impermeabile, di cui 12 pentagonali (le parti in nero) e 20 esagonali (le parti bianche). La configurazione a 32 pannelli è basata sulla forma dell’icosaedro troncato ed è sferica poiché i pannelli (cuciti tra di loro) si gonfiano a causa della pressione dell’aria interna. Il primo pallone realizzato in questo modo fu commercializzato da Select negli anni cinquanta in Danimarca. La diffusione planetaria di questa tipologia di fabbricazione avvenne nel 1970 quando l’Adidas lanciò Telstar, primo pallone ufficiale di un campionato del mondo Fifa. Nelle precedenti edizioni del Mondiale non erano previsti palloni ufficiali.

Adidas Telstar
Il mitico Telstar Durlast dell’Adidas usato ai Mondiali 1974

Tutti i palloni ufficiali dei Mondiali di calcio

I successivi palloni usati nei Mondiali di calcio sono stati il Telstar Durlast (1974), il Tango (1978), il Tango España (1982), l’Azteca Mexico (1986, per la prima volta fabbricato interamente in materiale sintetico), l’Etrusco Unico (1990), il Questra (1994, realizzato in tre versioni), il Tricolore (1998, primo pallone che aggiunge altri colori al bianco e nero), il Fevernova (2002), il Teamgeist (2006), lo Jabulani (2010, con undici colori) e il Brazuca (2014). Tutti i palloni di Mondiali, Europei e Olimpiadi sono stati realizzati dall’Adidas.

Pallone Tango
Un vecchio Adidas Tango España del 1982

Lo Jabulani fa discutere perché sembra un Super Tele

Il Teamgeist, usato ai Mondiali 2006, era composto da 14 pannelli curvi termosaldati, essendo quasi impermeabile, in caso di pioggia non modificava le proprie prestazioni in maniera sensibile. Lo Jabulani del 2010 è stato creato con otto panelli (anziché 14), collegati tra loro da una termo-saldatura e non cuciti a mano, per aumentare la superficie da colpire e rendere il pallone più rotondo e preciso. Lo Jabulani però è rimasto celebre anche per le tante critiche ricevute durante il Mondiale di sette anni fa in Sudafrica: soprattutto i portieri hanno avuto modo di conoscere da vicino le criticità di un pallone spesso paragonato al “Super Tele” dei ragazzini per la sua leggerezza e il cambio di direzione improvviso.

Pallone storia evoluzione
Il pallone Adidas Jabulani

Il Brazuca è formato da soli sei pannelli

Il Brazuca, pallone dell’ultimo mondiale, è formato da soli sei pannelli (il numero più basso per un pallone del Mondiale) in poliuretano. La vescica è fabbricata in lattice così da fornire al pallone il rimbalzo desiderato. Pesa 437 grammi.

Palloni Mondiali
L’Adidas Brazuca del 2014

In Serie A e nella Premier c’è il Nike Ordem V

Altri palloni celebri sono il T model, usato nella finale del Mondiale 1930, composto da 11 pezzi di cuoio a forma di lettera T. Il Federale 102, di produzione fascista, era invece formato da 13 pezzi di cuoio. Lo Swiss World Champion, del 1958, ne aveva 18, il Challenge 4-Stars, del 1966, arrivò a 25. Il pallone ufficiale della nostra Serie A, per il prossimo campionato, è il Nike Ordem V, utilizzato anche nella Liga spagnola e nella Premier League inglese.

Pallone vintage
Una riproduzione di un pallone vintage

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