calcio

Genoa smisurata passione: parole e musica di Fabrizio De André

Fabrizio De André uno di noi. Se pensavate di non avere niente in comune con Faber, avete torto. Frugate nelle scartoffie custodite nei vostri cassetti. La risposta è lì. I vostri versi giovanili? Seeee, vi piacerebbe. Acqua. Le lettere...

Redazione Il Posticipo

Fabrizio De André uno di noi. Se pensavate di non avere niente in comune con Faber, avete torto. Frugate nelle scartoffie custodite nei vostri cassetti. La risposta è lì. I vostri versi giovanili? Seeee, vi piacerebbe. Acqua. Le lettere d’amore? Fuochino, ma non nel senso che credete. Se è possibile, stiamo parlando di manoscritti dei quali vi vergognate ancora di più. (Preferireste far leggere alla vostra compagna l’intera corrispondenza con la ex piuttosto che QUELLE carte). Sì. Quelle carte lì. (Fuoco!). Gli elenchi di calciatori. La top 11, la squadra ideale di tutti i tempi, i consigli per il prossimo mercato etc etc… (che la vostra compagna ci creda o no, anche queste sono lettere d’amore). Ecco l’anello di congiunzione tra voi e uno dei più grandi cantautori di tutti i tempi. Gli elenchi. Li faceva anche lui. Ne riempiva interi quaderni. (Ma tenetevelo per voi, non correte a vantarvene con la vostra compagna: potrebbe non esserle sfuggito che, nei ritagli di tempo tra un’asta di fantacalcio e una partita di calcetto, non vi è mai capitato di scrivere “Via del campo”. A De André poteva invece accadere, accanto alle pagine dove elencava “Eranio Caricola Signorini Ruotolo”, di appuntare cosucce come “Figlio bello e audace/bronzo di Versace/figlio sempre più capace/di giocare in borsa/ di stuprare in corsa”. Insomma, ci siamo capiti. Evitate).

Storia del Genoa: parole e musica di Fabrizio De André

Intermezzo numero uno 1948, Fabrizio De André ha 8 anni. In una lettera a Gesù Bambino chiede in dono una “divisa da giocatore del Genoa” e un “vestito da cowboy”. Sedici anni dopo quei due desideri si presenteranno a Genova. Riuniti in una sola persona.

Intermezzo numero due Arrivano gli anni ’80. De André firma il suo capolavoro, e lo fa nella lingua dei caruggi. Il Grifone continua le sue discese ardite e le sue risalite. Poi i ’90, la cavalcata europea del Genoa di Bagnoli, nei tifosi la fugace illusione di essere “anime salve” almeno per qualche anno.

 Pier Paolo Pasolini indossa la maglia numero 7 del Genoa in una amichevole.

Intermezzo numero tre Volta la carta, siamo alla metà degli anni ’90. Tramonta l’epopea del Genoa di Bagnoli, il racconto in musica vira su accordi in minore. E’ l’ultimo lato di questo doppio vinile, l’ultima tappa del nostro viaggio. E’ tempo di commiati.

tutte le notizie di