Stop alle perdite di tempo? L’IFAB vuole abolire le sostituzioni nel recupero!

Stop alle perdite di tempo? L’IFAB vuole abolire le sostituzioni nel recupero!

A cosa serve fare un cambio durante il recupero? Nella stragrande maggioranza dei casi, l’obiettivo è uno solo: perdere tempo. E l’IFAB, l’organismo che regola…le regole del calcio, sta studiando un modo (forse un po’ troppo drastico) per risolvere il problema.

di Redazione Il Posticipo

A cosa serve fare un cambio durante il recupero? A regalare l’esordio a un giovane promettente? A far tornare in campo un infortunato di lungo corso? A sperare di cambiare la partita nell’ultima manciata di secondi? Sì, tutto vero, ma il reale motivo, nella stragrande maggioranza dei casi, è uno solo: perdere tempo. Certo, per ogni cambio si recuperano trenta secondi, ma alla fine si interrompe il gioco e per chi sta difendendo un vantaggio è comunque tutto di guadagnato. Al punto che la sostituzione nel recupero potrebbe essere presto considerata antisportiva e quindi addirittura…eliminata del tutto. Almeno da quanto riporta il Times.

CAMBIO…DI REGOLE – La testata britannica parla infatti di una possibile decisione da parte dell’IFAB, l’organismo che regola…le regole del calcio, per diminuire i casi di perdita di tempo. Uno studio, segnala il Times, ha mostrato che in un quarto delle partite di Premier League avvengono cambi durante i minuti di recupero. E, poco sorprendentemente, queste partite sono quasi sempre in bilico. Di conseguenza, come conferma un rappresentante dell’IFAB, è allo studio una nuova norma che impedisca i cambi dopo il novantesimo. Un modo come un altro per garantire l’aumento del tempo effettivo di gioco, uno degli obiettivi primari di chi regolamenta il pallone. “Una regola del genere è interessante e potrebbe funzionare. Si recuperano 30 secondi per ogni sostituzione, ma in pratica passa sempre più tempo quando si fa un cambio. Certo, bisognerebbe sperimentarla per capire se possono sorgere problemi imprevisti“.

IMPREVISTI – Esattamente quelli a cui pensa Roy Hodgson, ex allenatore dell’Inter e della nazionale di Sua Maestà, che è decisamente contrario. Non che voglia per forza perdere tempo, ma l’allenatore inglese, attraverso la BBC, pone delle domande perlomeno logiche. “E quindi quando scocca il novantesimo bisognerà giocare in 10 se un calciatore si infortuna? E se c’è una deroga in questo senso e qualcuno finge di essersi fatto male, chi decide se il giocatore che chiede il cambio è davvero infortunato?“. Insomma, una possibilità che crea già più di qualche malumore. Il che spiega che in fondo, il punto principale della questione forse è centrato. I cambi nel recupero servono anche e soprattutto per perdere tempo. E come spiega Nuno Espirito Santo, tecnico dei Wolves, agli allenatori va bene così. “Lo facciamo tutti, non solo io. È previsto dalle regole, quindi se diventa necessario si può trarre un vantaggio dalla situazione. Basta saperlo ed essere onesti ammettendolo“.

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